venerdì, Settembre 29, 2023

Mar Mediterraneo: scoperti sei relitti romani tra la Sicilia e la Tunisia

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Una spedizione archeologica di otto paesi del Mediterraneo, coordinata dall’Unesco, ha individuato sei relitti mai apparsi prima sui radar, tra la Sicilia e la Tunisia. Le prime ipotesi sembrano indicare almeno quattro navigli di epoca romana, affondati per qualche ragione nell’area conosciuta come banco di Skerki, una formazione rocciosa sottomarina situata nelle acque internazionali del canale di Sicilia che durante la seconda guerra mondiale venivano chiamate rotta della morte.

Come sono stati individuati i relitti

L’indagine che ha permesso la scoperta delle navi ha seguito le orme degli archeologi marini Robert Ballard e Anna McCann, che tra il 1998 e il 2000 avevano individuato altri otto relitti, arenati sulla piattaforma continentale italiana. Più di 20 anni dopo, grazie all’uso di sistemi moderni come i droni sottomarini a controllo remoto, il team di ricerca composto da scienziati provenienti dall’Italia, dall’Algeria, dalla Croazia, dall’Egitto, dalla Francia, dal Marocco, dalla Spagna e dalla Tunisia è riuscito a portare avanti il loro lavoro.

Fondamentale per la scoperta anche uno strumento più datato, ma aggiornato all’epoca moderna, cioè il sonar multibeam. Si tratta di un apparecchio in grado di scandagliare le profondità dei mari tramite delle onde sonore, per restituire ai ricercatori mappe fotogrammetriche in grado di mostrare forma e posizione di oggetti e strutture altrimenti invisibili.

L’immagine di un relitto rilevata grazie al sonar multibeam (Foto: Unesco)

(Foto: Unesco)

A bordo della nave di ricerca francese Alfred Merlin, i 28 ricercatori degli otto paesi elencati, sono così riusciti a individuare il relitto di un’imbarcazione motorizzata di circa 74 metri e di un’altra imbarcazione di legno di circa 15 metri. Entrambi i navigli sembrano risalire al Diciannovesimo o al Ventesimo secolo. Mentre lievemente più in profondità, hanno rintracciato anche un’altra nave da 15 metri risalente a un periodo compreso tra il 100 e il 200 avanti Cristo.

In più, al largo delle coste italiane, la spedizione ha individuato altri tre relitti romani, presumibilmente navi mercantili visto il loro carico di anfore e ceramiche, risalenti al primo secolo avanti Cristo. Si tratta di un importante successo per la missione a guida Unesco, la prima fatta in queste zone al solo scopo di effettuare i rilevamenti necessari a fornire le prove del patrimonio culturale ancora conservato nel fondo del Mediterraneo che merita di essere tutelato.

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