domenica, Luglio 14, 2024

Ai Act, dopo la legge europea sull’intelligenza artificiale, per le imprese è già tempo di muoversi

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Nuovi obblighi per le imprese e una corsa alla compliance che è appena iniziata: dai produttori di sistemi di intelligenza artificiale (IA) ai meri utilizzatori, passando per distributori e importatori, saranno moltissimi e di tutti i settori economici gli operatori che dovranno confrontarsi con la nuova legge europea sull’intelligenza artificiale, il cosiddetto Ai Act.

Con l’adozione del 14 giugno 2023, della posizione negoziale del Parlamento Europeo, la bozza di legge sull’IA è infatti matura per i negoziati informali tra le istituzioni europee e con i governi nazionali, che dovrebbero concludersi entro fine anno. Nello specifico, la legge sull’IA sarà un Regolamento Europeo direttamente applicabile in tutti gli Stati membri e dovrebbe entrare in vigore già nel 2024 con un periodo transitorio per consentire agli operatori di prepararsi in modo adeguato.

Le norme della legge sull’IA seguono un approccio basato sul rischio, con obblighi graduati in base al livello di rischio che l’IA può generare e all’operatore a cui si rivolgono. Vi saranno anche pratiche di IA del tutto vietate, poiché comportano un livello di rischio inaccettabile per la sicurezza delle persone. Un esempio è il cosiddetto social scoring, ossia la classificazione delle persone in base al loro comportamento sociale o alle loro caratteristiche personali.

La legge sull’IA è un articolato complesso di norme volto a prevenire e disciplinare i rischi derivanti dai sistemi di IA, a partire dalla messa in servizio e lungo tutto il ciclo di vita dei sistemi, ma non esaurisce le problematiche legali in materia di IA di cui le imprese devono tenere conto. Sono molteplici, infatti, le ulteriori normative che si applicano in via complementare a essa, già oggi e a prescindere: dai profili privacy inerenti, per esempio, alla trasparenza, all’impiego di processi decisionali automatizzati e dati sintetici, ai correlati temi di sicurezza informatica, alla proprietà intellettuale in termini di legittimità dell’addestramento dei sistemi di IA e possibile tutela dei relativi prompt e output, alla normativa in materia di sicurezza di prodotti, macchine e dispositivi medici, fino alla responsabilità civile in caso di danni, in relazione alla quale la Commissione Europea ha adottato una proposta di direttiva lo scorso settembre. A ciò si aggiungono le norme tecniche quali, ad esempio, ISO e UNI, la cui applicazione in alcuni casi è volontaria e in altri obbligatoria se resa tale da norme giuridiche.

L’entrata in vigore della legge sull’IA spingerà sempre di più le imprese verso l’esigenza di svolgere valutazioni sistematiche della conformità dei sistemi di IA prodotti, utilizzati, distribuiti o importati, considerando tutti i profili giuridici rilevanti e coinvolgendo le funzioni aziendali competenti.

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