giovedì, Dicembre 7, 2023

Wired Next Fest, cosa seguire al se ti interessa l'innovazione digitale

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Dalla raccolta e diffusione dei dati Covid fino ai messaggi di allerta che raggiungono direttamente i nostri smartphone. Il ruolo della tecnologia per la Protezione civile è sempre più centrale nella vita del Paese. D’altronde come ci spiegherà Titti Postiglione (vice capodipartimento della Protezione civile), domenica 8 ottobre, la tecnologia è uno strumento sempre più fondamentale per svolgere queste attività.

In chiusura del festival, domenica, torneremo sul tema della sicurezza informatica. Le sfide della geopolitica si intrecciano sempre di più con il mondo digitale. Alcuni la considerano un campo di battaglia per condurre conflitti anche nel dominio cibernetico, mentre altri cercano di rafforzare la sicurezza dei sistemi informatici costruendo “muri” difensivi. Yuliana Shemetovets rappresentante politica dei Cyber Partisans bielorussi ci rivela le due facce dell’hacking. Insieme a lei saranno presenti anche i Mhackeroni, un gruppo di hacker etici italiani, che quest’anno ha vinto l’Hack-A-Sat, la competizione indetta dal governo degli Stati uniti e focalizzata sulla sicurezza dei sistemi spaziali.

Cambiano, per loro natura, in continuazione. Sono lo strumento che ha permesso all’umanità di migliorare la propria condizione sulla terra, ma presentano anche dei rischi, più nascosti quando si tratta di digitale. Come maneggiare le tecnologie perché siano strumento più che elemento di rischio e come formare le persone perché siano in grado di maneggiarle. La questione, infatti, non riguarda solo i professionisti, ma coinvolge direttamente nei comportamenti quotidiani tutti i cittadini. A partire dai più piccoli. Ne parleremo con Veronica Barassi antropologa e accademica e Federico Cabitza, professore di human – AI Interaction all’Università degli Studi di Milano-Bicocca

La scuola del futuro

I lockdown legati alla pandemia da nuovo coronavirus hanno messo in luce tutti i limiti della scuola italiana quando si tratta di digitalizzazione. Eppure proprio il digitale può rappresentare un importante strumento per l’educazione. E soprattutto un mezzo per far conoscere la scuola italiana a chi in classe non ci entra da un po’. Ne parliamo sabato mattina con Matteo Saudino, professore, attivista, youtuber e scrittore e Valentina Petri, insegnante e scrittrice.

Nel primo pomeriggio di sabato 7 ottobre, discutiamo di edutainment insieme a Davide Lorenzo Palla, artista e ideatore di progetti di promozione culturale e Mila Valsecchi, esperta di editoria scolastica, amministratore delegato di Framevision. Al centro dell’incontro, una domanda: è possibile che l’edutainment sia la formula giusta per costruire la scuola del futuro?

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