domenica, Dicembre 3, 2023

OpenAI rischia di perdere metà del suo personale

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Dopo un altro rapido rimpasto, il consiglio di amministrazione di OpenAI ha scelto di rimuovere Murati e di nominare un altro amministratore delegato provvisorio, Emmett Shear, ex amministratore delegato di Twitch.

La rabbia del personale

Alcuni dipendenti di OpenAI sono rimasti svegli tutta la notte a discutere su come reagire alla notizia che Altman non sarebbe tornato in OpenAI. Molti erano frustrati per la mancanza di comunicazione sul licenziamento dell’ex numero uno della società.

Ora il personale di OpenAI minaccia di raggiungere Altman a Microsoft: “Microsoft ci ha assicurato che ci sono posti per tutti i dipendenti di OpenAI“, si legge nella lettera.

Il motivo preciso dell’allontanamento di Altman rimane poco chiaro, anche per molte persone all’interno dell’azienda. “Nonostante le numerose richieste […], non avete mai fornito alcuna prova scritta“, si legge nel messaggio rivolto al consiglio di amministrazione.

Oltre a chiedere le dimissioni dell’attuale consiglio di amministrazione, attualmente composto da Ilya Sutskever, Adam D’Angelo, Helen Toner e Tasha McCauley, la lettera chiede la nomina di due nuovi membri indipendenti del cda, Bret Taylor e Will Hurd. Taylor è un veterano dell’industria tecnologica con stretti legami con Altman, mentre Hurd è un politico statunitense che in passato ha già fatto parte del consiglio di amministrazione di OpenAI.

La lettera solleva la prospettiva molto concreta che OpenAI perda quasi tutto il suo personale e che Microsoft acquisisca di fatto l’intera azienda, assumendo la maggior parte dei suoi circa 770 dipendenti.

I recenti sviluppi mettono in risalto anche l’insolita struttura della governance di OpenAI, che ha dato a pochi membri del consiglio di amministrazione un potere straordinario sulla società tecnologica più popolare del mondo.

Ma la vicenda rivela anche quanto sia diventata divisiva la corsa allo sviluppo dell’intelligenza artificiale tra molti dei protagonisti del settore. Gli sforzi di Altman per raccogliere fondi per OpenAI e trasformare i progetti dell’azienda in prodotti commerciali potrebbero aver turbato i membri del cda, che ritengono che tra le loro responsabilità rientri anche quella di garantire uno sviluppo sicuro dell’intelligenza artificiale.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.

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