venerdì, Marzo 1, 2024

Caldo, quando è troppo minaccia anche la scuola

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Il caldo estremo peggiora le performance degli studenti a scuola. Degli effetti delle temperature si era già parlato, e parecchio, l’estate scorsa a proposito del lavoro. Molte aziende, soprattutto nei settori in cui si opera all’aperto, furono allora costrette a predisporre piani di emergenza per gestire gli effetti della canicola sul personale che prevedevano pause più frequenti, gazebo per fornire ombra, disponibilità costante di acqua e monitoraggio dei parametri vitali. Ma secondo uno studio commissionato dalla Banca d’Italia e condotto dai ricercatori Alessandro Palma, Daniela Vuri e Rosario Ballatore, le temperature ampiamente superiori ai trenta gradi registrate anche a maggio e giugno in buona parte della penisola italiana hanno un impatto significativo perfino sui test scolastici. Stiamo entrando in una “nuova normalità”, dicono, dove questo tipo di fenomeni sarà comune anche in primavera. Ed è necessario prepararsi.

Le ricadute sui processi educativi

Gli studiosi hanno incrociato i dati delle prove ministeriali Invalsi svolte dal 2012 al 2017 (nate per monitorare il sistema istruzione in maniera obiettiva), con quelli sul meteo raccolti a livello municipale, al fine di comprendere la risposta degli alunni alle variazioni estreme di temperatura. Secondo un rapporto del Centro euro-mediterraneo per i cambiamenti climatici (Cmcc)  pubblicato nel 2020, l’area mediterranea sarà caratterizzata da un riscaldamento medio più elevato del 20% rispetto a quello medio globale. “Da qui al 2100 è previsto un aumento di intensità, frequenza e durata delle ondate di calore, comprese quelle marine, mentre diverranno comuni le anomalie termiche che all’inizio di questo secolo erano percepite come estreme”.

Quattro sono le conclusioni dello studio. “La prima – spiega Palma a Wiredè un consolidamento dei lavori pubblicati negli Stati Uniti, che mostravano un effetto delle alte temperature sulle performance degli alunni. A differenza dei dati statunitensi, però, quelli italiani sono quasi del tutto puliti, in quanto da noi una percentuale bassissima di istituti è dotata di aria condizionata (si stima attorno al 2%, ndr)”. Il calo, afferma il rapporto, è differenziato per materia, con le prove di matematica che fanno registrare un impatto due volte peggiore rispetto a quelle di italiano.

La seconda evidenza è che l’effetto negativo del caldo si manifesta con maggiore intensità negli studenti più giovani”, prosegue Palma. “Probabilmente, ma si tratta di una ipotesi speculativa, si deve al fatto che l’organismo dei più piccoli fornisce una risposta adattativa meno sviluppata al caldo, sia a livello fisico che di capacità di gestione dello stress”. “Il terzo punto di cui abbiamo evidenza è una variazione dell’umore dello studente: con il calore estremo che aumenta la sensazione di pressione psicologica e di ansia durante i test, così come l’impressione che la prova stia andando male”.

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