venerdì, Marzo 1, 2024

Michael Jackson, Thriller 40 e la storia di come divenne il Re del Pop

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Ma Thriller 40 ci fa notare una di quelle cose che abbiamo sempre notato, in fondo, ma su cui non avevamo mai riflettuto chiaramente. È quel senso ritmico del modo di cantare di Michael Jackson. Ascoltate attentamente il modo in cui porge le parole e quei suoni e versi con cui, in qualche modo, canta le parti di batteria e di basso. Chi lavorava con lui le chiamava le “batterie vocali”, un po’ come certe human beatbox, ma in modo diverso, personale, più melodico. È anche questo, e non solo i suoi urli, i suoi acuti, il suo timbro, che rendono unico il modo di cantare di Michael Jackson.

Thriller: John Landis non voleva nessun passo di danza tipico di Jackson

E poi c’è Thriller, intesa come la canzone, che sentiamo nascere sin dai primi battiti di batteria e di basso che compongono l’inconfondibile base ritmica della canzone (che inizialmente si chiamava Starlight) fino a quelle tastiere con un suono da film horror che caratterizzeranno per sempre quelle canzone. A cui è abbinato il video più famoso della storia del rock. Vedendolo oggi chiunque potrebbe pensare che fosse stato scelto come singolo e video di lancio per l’album. Invece arrivò solo dopo un anno, dopo che l’album aveva venduto tantissimo e la casa discografica non era interessata a spingerlo. Ma Michael Jackson credeva che quell’album avesse ancora potenziale, e che ce l’avesse quella canzone, così cinematografica da meritare un video di livello. Jacko aveva visto e amato Un lupo mannaro americano a Londra, e così volle proprio quel regista, John Landis, a dirigere il video di Thriller, un video dal budget altissimo, ma che, vendendo il making of alle tv, e poi la videocassetta, poteva essere recuperato. Michael Jackson aveva ancora un’immagine poco sexy verso il pubblico e così si decise di inserire una storia sentimentale nel video. È un divertitissimo John Landis che in Thriller 40 racconta di aver spronato la star. “Voglio di più” gli disse. “Sei Michael Jackson e deve essere straordinario. Se non è fantastico a cosa serve essere Michael Jackson’”. E così il Re del Pop rientrò sul set e fece una ripresa perfetta. Le coreografie sono rimaste nella storia. Landis racconta di aver detto che il ballo doveva essere “spettrale” e di non aver voluto nessun passo tipico della danza di Jackson. Quella videocassetta vendette 6 milioni di copie.

È come se le canzoni scaturissero dalle mani di Dio

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