venerdì, Marzo 1, 2024

Cop28: le cucine inquinano quanto gli aerei. Per questo c'è chi vuole cambiarle

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Dubai – Anche un’operazione banale come accendere il fornello per cucinare ha conseguenze negative. E si sommano tutti i fornelli, la produzione di emissioni è pari a quella di tutto il comparto globale dell’aviazione. Se il percorso verso le neutralità carbonica è basato sull’elettrificazione, in Africa e Asia 2,3 miliardi di persone usano ancora tecnologie basate su combustibili molto inquinanti per cucinare, con gravi ripercussioni sull’ambiente e la salute. I dati sono del rapporto 2023 Sdg Tracking di Irena, l’Agenzia internazionale per le rinnovabili guidata dall’italiano Francesco La Camera.

Nei mesi scorsi, però, è nata un’alleanza per favorire il passaggio dai metodi tradizionali alle cucine elettriche alimentate a energie rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico per far funzionare piastre, bollitori, pentole a pressione e apparecchiature per cuocere il riso. Si chiama Global e-cooking coalition e i rappresentanti sono arrivati a Cop28, la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite che si tiene a Dubai, per spiegare un problema ancora poco noto al di fuori della cerchia degli specialisti.

I numeri

Secondo l’alleanza le emissioni totali di anidride carbonica dei metodi tradizionali di cottura equivalgono all’intero settore del trasporto aereo, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità stima che le morti premature da inquinamento dell’aria all’interno degli ambienti domestici siano 3,2 milioni ogni dodici mesi. Un conteggio che include oltre 237mila bambini sotto i cinque anni, più soggetti a contrarre polmoniti causate dall’esposizione al fumo.

Il costo per il mondo, dicono le stime di Esmap (una partnership che include la Banca mondiale) sono alti: più di 2,4 migliaia di miliardi di dollari di costi ogni anno in totale, a causa degli impatti negativi sulla salute (1,4), sul clima (0,2) e sulle donne (0,8, legati alla perdita di produttività).

C’è di più. “Cucinare con l’elettricità non solo riduce le emissioni di gas serra migliorando la salute complessiva della popolazione, ma aiuta l’emancipazione di donne e ragazze consentendo loro di risparmiare tempo e denaro”, ha detto Damilola Ogunbiyi, rappresentante speciale del segretariato generale delle Nazioni unite per l’energia sostenibile per tutti durante la presentazione di settembre.

Condizioni favorevoli

L’obiettivo è dare accesso a metodi di cottura puliti a tutto il globo entro il 2030. Diverse le condizioni che favoriscono il passaggio all’e-cooking. L’accesso all’elettricità è aumentato rapidamente negli anni, con la quota di popolazione mondiale che ne dispone passata dall’83% al 91% tra il 2010 e il 2021. Ma ci sono ancora troppe persone con accesso debole, intermittente o di scarsa qualità alle rete elettrica.

Ci sono già paesi, come il Nepal e l’Uganda, che hanno fornito obiettivi specifici. Entro il 2025, il Nepal cercherà di installare fornelli migliorati in mezzo milione di famiglie e biogas domestico in altre duecentomila. Inoltre, entro il 2030, il paese asiatico proverà a rendere la cottura elettrica la modalità principale nel 25% delle famiglie. L’Uganda, dal canto suo, si impegna ad aumentare la quota di nuclei che utilizzano soluzioni pulite ed efficienti fino al 10% entro il 2025 e la quota di energia rinnovabile per alimentare i fornelli elettrici al 65%. Per diffondere la consapevolezza dell’importanza di impiegare metodi di cottura puliti, il progetto prevede una serie di azioni: dalle lezioni nelle scuole in Tanzania all’attività di lobbying su governi e regolatori per ridurre le imposte sulle soluzioni moderne.

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