venerdì, Giugno 21, 2024

Chi è Alex Jones, il cospirazionista che Elon Musk ha riportato su X

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Ennesimo ritorno su X. Dopo l’ex presidente Donald Trump, ora Elon Musk ha scelto di riportare sulla piattaforma Alex Jones, il teorico cospirazionista che era stato bannato da Twitter nel 2018 per aver violato le regole diffondendo contenuti offensivi di ogni genere. Prima di prendere questa decisione, l’imprenditore ha lanciato un sondaggio pubblico su X, chiedendo agli utenti se fosse appropriato ripristinare gli account di Jones e del suo giornale complottista Infowars. Il risultato è stato incredibile: quasi 2 milioni di persone hanno partecipato al sondaggio, e il 70% si è detto a favore del ritorno del teorico statunitense su X.

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La decisione di Musk ha scatenato sin da subito le reazioni più disparate. Da un lato c’è chi ha definito i divieti permanenti delle piattaforme “antitetici alla libertà di parola”, ma dall’altro c’è chi si è detto molto preoccupato per il ritorno di uno dei personaggi più controversi della storia di Twitter. D’altronde, Jones è diventato noto per aver diffuso notizie false sulla sparatoria avvenuta nel 2012 nella scuola di Sandy Hook, costata la vita a ben 28 persone – tra cui molti bambini -. Per molti anni, infatti, il complottista statunitense e il suo giornale Infowars hanno fermamente sostenuto che la sparatoria non fosse altro che una messa in scena organizzata da “attori della crisi” per portare avanti un programma ideologico segreto. Un’affermazione tutt’altro che fondata, che però non ha fatto fatica a diffondersi negli ambienti cospirazionisti della società statunitense, tanto da portare decine di fanatici a perseguitare e molestare per anni i genitori delle vittime di Sandy Hook.

Per moltissimi anni, quindi, Jones si è fatto promotore di questa e di molte altre teorie cospirazioniste, riuscendo a guadagnare milioni di dollari dalla diffusione di notizie false o dalla promozione di prodotti fake come gli integratori che promettevano di migliorare la “vitalità maschile”. Nonostante questo, è riuscito a rimanere sulle piattaforme per molti anni, almeno fino a quando le relative gestioni non hanno deciso che i suoi contenuti fossero troppo pericolosi per il loro pubblico. Solo allora Twitter, Facebook e YouTube hanno deciso di porre fine al dilagare senza limiti delle teorie complottiste di Jones. Ma ora, a distanza di anni, Musk ribalta completamente la situazione. Certo, il ritorno di uno dei più noti cospirazionisti statunitensi non piacerà affatto agli inserzionisti – che stanno già lentamente abbandonando X uno dopo l’altro -, ma questo non sembra affatto preoccupare l’imprenditore, che ha chiaramente dichiarato che “i principi contano più dei soldi”, sottolineando quanto la libertà di parola sia importante per lui e per le piattaforme di sua proprietà.

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