venerdì, Giugno 21, 2024

L’intelligenza artificiale ha il 5% di possibilità di causare l’estinzione umana

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Il 2023 si è chiuso con il rilascio di un documento interessante da parte di un gruppo di ricercatori delle università di Oxford e di Berkeley, che hanno coinvolto in uno studio ben 2778 esperti del settore tech al fine di fare quanto più possibile chiarezza sul futuro dell’intelligenza artificiale e sull’impatto che questa avrà sulla società. Il risultato è stato sconcertante. Quasi la metà dei professionisti intervistati, infatti, sostiene che ci sia il 5% di possibilità che l‘AI diventi tanto incontrollabile da causare l’estinzione umana.

Una percentuale piccola, che però ha attirato enorme attenzione, nonostante la ricerca descriva un futuro in cui questa tecnologia diventerà tanto avanzata da riuscire a rilasciare sul mercato una hit pop mondiale o a scrivere un libro meritevole di essere inserito nella lista dei bestseller del New York Times. “Sebbene le previsioni degli esperti di AI non debbano essere considerate come una verità oggettiva, possono fornire un importante tassello del puzzle”, hanno commentato i ricercatori, sottolineando l’utilità della visione fornita dai professionisti coinvolti nello studio. Fortunatamente, stando a quanto riportato nel documento, ben il 68% degli esperti ritiene che lo sviluppo futuro dell’intelligenza artificiale avrà più esiti positivi che negativi, ma questo non significa che questi ultimi debbano essere sottovalutati.

Oltre l’80% dei professionisti intervistati, infatti, ha palesato una preoccupazione “estrema” o “sostanziale” riguardo all’impiego di questa tecnologia nella diffusione della disinformazione, nel controllo delle popolazioni da parte dei governi autoritari e persino nella creazione di nuovi virus. Eppure, nonostante lo studio dei ricercatori di Berkeley e Oxford riveli la possibilità – seppur minima – che l’intelligenza artificiale ci spazzi via dal pianeta, le grandi compagnie del settore come OpenAI e Anthropic stanno lavorando duramente per garantire la sicurezza degli utenti e, al tempo stesso, proporre modelli AI sempre più intelligenti e funzionali. D’altronde, lo stesso studio che disegna un futuro distopico per il settore ci dice anche che l’intelligenza artificiale sarà in grado di assemblare mattoncini Lego e sviluppare videogiochi entro il 2033. E, tra quarant’anni circa, potrà addirittura sostituire un chirurgo in sala operatoria.

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