lunedì, Giugno 17, 2024

Perché alcuni paesi arabi boicottano Mcdonald's

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Attualmente McDonald’s si affida a migliaia di aziende indipendenti per possedere e gestire la maggior parte dei suoi oltre 40.000 negozi in tutto il mondo. Circa il 5% si trova in Medio Oriente. Il boicottaggio, estesosi in paesi a maggioranza mussulmana come Egitto e Giordania, Kuwait e Pakistan sta guadagnando terreno anche in altre nazioni. Secondo i resoconti di alcuni media locali, gruppi filo-palestinesi hanno preso di mira un ristorante McDonald’s in Libano. In risposta, McDonald’s Libano ha emesso una dichiarazione sottolineando che le opinioni o posizioni dei franchising McDonald’s in altri paesi non riflettono in alcun modo quelle dell’azienda in Libano.

Negli scorsi giorni McDonald’s Malesia, invece, ha portato in tribunale il movimento di attivisti filo-palestinese Bds Malaysia, accusandolo di diffamazione per aver promosso il boicottaggio contro il fast food, che avrebbe causato una perdita dell’1,89% delle azione del franchise. L’azienda sostiene che le azioni del movimento abbiano causato danni finanziari e tagli di posti di lavoro, chiedendo un risarcimento di 6 milioni di ringgit (circa 1,31 milioni di dollari).

In un comunicato, McDonald’s Egitto ha sottolineato di essere un’azienda completamente egiziana e che la società madre le permette di utilizzare il marchio solo nel mercato locale: “Il ruolo della società madre McDonald’s è quello di permetterci di utilizzare il marchio e di fornirci l’esperienza e le conoscenze necessarie per fornire il miglior servizio ai nostri clienti”, si legge nel comunicato.

In vari paesi come l’Arabia Saudita, l’Oman, il Kuwait, gli Emirati Arabi Uniti, la Giordania, l’Egitto, il Bahrain, il Pakistan e la Turchia, le filiali di McDonald’s hanno dichiarato di non sostenere l’azione di Israele e si sono impegnate ad aiutare i palestinesi a Gaza. Per esempio, McDonald’s Oman ha donato 100.000 dollari (circa 95.000 euro) a Gaza. E nel complesso, le diverse filiali nei paesi islamici hanno raccolto più di 3 milioni di dollari (oltre 2,8 milioni di euro) per Gaza.

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