venerdì, Giugno 14, 2024

L'AI di Microsoft che cerca il materiale perfetto per le batterie

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L’intelligenza artificiale stia già rivoluzionando ambiti come quelli della ricerca, riducendo in modo drastico procedure altrimenti molto lunghe e complesse. L’ultima dimostrazione arriva dalla consolidata collaborazione tra Microsoft e il laboratorio Pacific Northwest National Laboratory (Pnnl) del Ministero dell’Energia statunitense, che ha come obiettivo la necessità di ridurre al minimo la quantità di litio che viene normalmente utilizzata all’interno delle batterie. Per riuscirci, la rosa di potenziali materiali alternativi ammontava a qualcosa come 32 milioni di candidati, ma l’AI ha condensato un lavoro che avrebbe occupato un nutrito team di ricercatori umani per decenni in poche settimane. E a inizio anno è stato realizzato un primo prototipo funzionante.

Microsoft ha annunciato negli scorsi minuti l’estensione della collaborazione con il Pnnl, mettendo a disposizione uno strumento formidabile come l’analisi di milioni di dati da parte di modelli AI e tecnologie di calcolo ad alte prestazioni (HPC) in cloud sfruttando la piattaforma Azure Quantum Elements, progettata per accelerare la ricerca scientifica. Il paragone con i metodi tradizionale è emblematico perché le soluzioni digitali basate su intelligenza artificiale hanno lavorato in tempi stimabili in settimane, evitando un logorante lavoro che poteva spalmarsi su molti anni. Si è proceduto passo dopo passo con simulazioni, calcoli quantistici e cloud computing per scegliere un nuovo elettrolita per lo stoccaggio sostenibile di energia utilizzando meno litio possibile. Dai 32 milioni di candidati iniziali si è scelto mezzo milione di opzioni stabili, dunque si è scesi a 800, poi a 18 e dunque se n’è scelto uno soltanto, un vero e proprio ago nel pagliaio. Tutto è avvenuto a una velocità fino a pochissimo tempo fa impensabile, perché in breve tempo il Pnnl ha sintetizzato e convalidato il nuovo materiale, dimostrando così sul campo il suo potenziale e le sue proprietà uniche. Il risultato è stata la realizzazione di un prototipo reale e funzionante, in grado di alimentare una lampadina e funzionare anche a temperature elevate.

Le batterie a stato solido sono più sicure ed efficienti di quelle che utilizzano litio allo stato liquido o gelatinoso. Il litio è relativamente raro in natura e richiede un’estrazione problematica a livello ambientale e con enormi sprechi di risorse. La possibilità di ridurre del 70% il suo utilizzo sarebbe una svolta epocale, considerando soprattutto i milioni di dispositivi a batteria che vengono prodotti ogni mese in tutto il mondo. Questo progetto è la dimostrazione di come l’AI non sia solo uno strumento pensato per divertire o migliorare la produttività, ma possa apportare benefici a tutta la società partendo da un ambito cruciale come la ricerca scientifica.

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