lunedì, Giugno 24, 2024

I peggiori malware in circolazione

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Il cybercrimine non sembra conoscere tregua. A preoccupare gli esperti di sicurezza, secondo quanto riportato dalla società di sicurezza informatica Check Point Software Technologies, è la diffusione sempre crescente dei malware FakeUpdates e Qbot. In particolare, a sollevare preoccupazione è soprattutto il ritorno di Qbot ad appena quattro mesi di distanza dai successi dell’operazione di sicurezza internazionale Duck Hunt, che era riuscita a smantellarne l’infrastruttura. “Vedere Qbot in libertà a meno di quattro mesi dallo smantellamento della sua infrastruttura di distribuzione ci ricorda che, anche se siamo in grado di interrompere le campagne di malware, gli attori dietro di esse si adattano con le nuove tecnologie”, ha commentato Maya Horowitz, VP Research di Check Point Software.

Lo scorso mese, infatti, Qbot è stato utilizzato da un gruppo di criminali informatici in un attacco di phishing che ha colpito le organizzazioni del settore alberghiero. Fingendosi funzionari dell’Internal Revenue Service, un’agenzia governativa statunitense, i cybercriminali hanno attaccato le vittime inviando email malevole contenenti allegati che rimandavano a un programma di installazione obsoleto. Una volta attivato, questo ha eseguito una versione non visibile del malware, andando così ad infettare i sistemi informatici colpiti. Una strategia d’azione alquanto tradizionale, che preoccupa soprattutto per il ritorno di uno dei malware più pericolosi di sempre.

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A fare compagnia a Qbot, in rapida ascesa dal dicembre del 2023, c’è FakeUpadtes, considerato da qualche mese a questa parte uno dei malware più pericolosi a livello globale. Utilizzato dai criminali informatici per colpire autorità governative e organizzazioni dei settore istruzione e comunicazione, questo malware ha cominciato ad attirare l’attenzione degli esperti di sicurezza già a metà del 2023, fino a diventare una delle più pericolose cyberminacce mondiali in queste prime settimane del 2024. Insomma, Check Point Software Technologies non descrive un panorama sereno quanto alla sicurezza informatica. E, proprio per questo, incoraggia le aziende di tutto il mondo ” ad adottare un approccio preventivo alla sicurezza degli endpoint e a svolgere una due diligence sulle origini e l’intento di un’e-mail“.

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