lunedì, Giugno 17, 2024

Gaza, i telefoni non funzionano più

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La guerra di Israele contro Hamas ha tolto cibo, acqua, elettricità, medicine e riparo alla popolazione della Striscia di Gaza e ora ha portato anche all’interruzione delle comunicazioni. Da più di cinque giorni i cellulari non hanno ricezione, a causa dei frequenti bombardamenti che hanno troncato i cavi sotterranei. Si tratta del più lungo blackout dall’inizio del conflitto e Israele non ha ancora consentito alle compagnie telefoniche palestinesi di riparare i danni.

Da quando Hamas ha attaccato Israele il 7 ottobre 2023, gli attacchi israeliani hanno causato 9 blackout delle comunicazioni a Gaza. Come riporta il gruppo di monitoraggio Net Blocks, fino a questo momento non sono mai stati più lunghi di 72 ore, ma adesso la situazione è peggiorata. I continui attacchi hanno danneggiato sempre più gravemente le reti di telefonia gestite dalle compagnie Plaestinian telecommunication o Paltel, così come i ripetitori, e non possono più andare avanti senza riparazioni.

Gli operatori delle telecomunicazioni hanno provato a risolvere la situazione, ma lo hanno fatto e lo stanno facendo sotto il fuoco dei combattimenti e, negli ultimi giorni, altri due dipendenti della Paltel sono stati uccisi dai soldati israeliani mentre erano al lavoro. Dall’inizio del conflitto sono 13 i lavoratori dell’azienda uccisi allo stesso modo.

Oltre a impedire ai palestinesi di avere contatti con il resto del mondo e con i propri familiari, in una situazione di estrema crisi e terrore, l’interruzione delle comunicazioni ostacola gli operatori e organizzazioni umanitarie che cercano di portare assistenza e sollievo alla popolazione, così come l’attività dei giornalisti che stanno tentando di documentare al resto del mondo gli orrori in atto nella Striscia. Secondo il Sudafrica, che ha aperto una causa per genocidio contro Israele, Tel Aviv starebbe usando i blackout come un mezzo per “ostacolare il controllo” delle sue azioni a Gaza.

Come riporta il New York Times, il comando della Mezzaluna rossa in Palestina ha perso completamente i contatti con le sue squadre di pronto soccorso, che stanno operando senza supporto dalla base, cercando i feriti ipotizzando i siti degli attacchi aerei e guidando le ambulanze verso il suono delle esplosioni. Mentre anche Repubblica segnala di aver perso da giorni ogni contatto con un suo collaboratore sul posto, Sami al-Ajrami.

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