venerdì, Giugno 21, 2024

Intel, che fine ha fatto la fabbrica di chip in Italia?

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A quasi un anno di distanza dalle rassicurazioni rispetto al dialogo in corso tra le parti per i possibili investimenti di Intel in Italia, da parte della multinazionale statunitense continua a non arrivare alcuna certezza su piani industriali che vedono come protagonista il nostro paese.

Come riporta il Corriere delle comunicazioni, l’amministratore delegato del colosso di Santa Clara Pat Gelsinger, incontrando i giornalisti nel corso del World economic forum di Davos, ha affermato di essere “focalizzato sugli investimenti in Germania e Polonia”, sottolineando che “nessun paese è escluso dal nostro interesse”, ma senza citare l’Italia tra quelli in cui l’azienda sta concentrando le proprie iniziative europee, per sostenere le quali sarà cruciale il Chips Act.

Per il governo Meloni gli investimenti di Intel sul territorio nazionale sono una priorità. La stessa presidente del Consiglio, nel corso della conferenza stampa di fine anno, aveva fatto notare come l’esecutivo fosse al lavoro su un dossier ritenuto importante per lo sviluppo dell’intero paese. Già all’inizio del proprio mandato, tra l’altro, la presidente del Consiglio aveva reso nota la propria volontà di incontrare la dirigenza della società statunitense.

Gli investimenti previsti da Intel nella catena dei semiconduttori sono pari a 80 miliardi di euro. Del totale, oltre 33 miliardi saranno dedicati alla costruzione di nuovi impianti nel territorio europeo. Per l’Italia sembrava concreta l’ipotesi di ospitare il primo impianto continentale di back-end per la fabbricazione di chip, per cui l’investimento previsto ruota intorno ai 4,5 miliardi e che genererebbe 1.500 nuovi posti di lavoro e altri 3500 nell’indotto.

Intel e governo federale tedesco hanno firmato una lettera d’intenti per realizzare due fabbriche di wafer per i chip a Magdeburgo al costo di 30 miliardi, con incentivi statali pari a 9,9 miliardi. A Wrocław, in Polonia, sarà costruito invece un impianto di assemblaggio e prova dei semiconduttori, per un investimento di un massimo di 4,23 miliardi. In tale struttura lavoreranno circa 2.000 persone.

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