venerdì, Giugno 14, 2024

Disturbi dello spettro autistico, nella ricerca non c'è parità di genere

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Gli uomini e le donne sono ugualmente inclini a soffrire dei disturbi dello spettro autistico (Asd). A riferirlo è un recente studio condotto sui topi, che suggerisce così come questa condizione sia stata finora significativamente sottostimata nelle donne. I risultati della ricerca, pubblicata sulle pagine di Scientific Reports e coordinata dall’Università Ebraica di Gerusalemme, rappresentano quindi l’urgente necessità di includere sia partecipanti di sesso maschile che femminile nelle ricerche per raggiungere una maggior e più completa comprensione dei disturbi dello spettro autistico.

Un circolo vizioso

I disturbi dello spettro autistico sono stati pensati, studiati, trattati e diagnosticati come disturbi prevalentemente maschili. Negli ultimi anni, tuttavia, gli esperti hanno cominciato a mettere in discussione questa idea consolidata dell’Asd, suggerendo che potrebbe esserci una sorta di circolo vizioso che escluderebbe le donne. Poiché i criteri diagnostici sono incentrati sul sesso maschile, vengono indirizzati per la diagnosi più ragazzi, con un tasso di circa quattro ragazzi per ogni ragazza. Il sesso maschile, quindi, sono più frequentemente oggetto di ricerca, il che porta a una conferma parziale della natura di genere dell’Asd.

Lo studio

I ricercatori hanno deciso di studiare lo sviluppo del deterioramento sinaptico, utilizzando gruppi di topi con specifiche mutazioni associate allo spettro autistico. Il team ha analizzato il comportamento sociale degli animali, nonché lo sviluppo del cervello e i livelli di quelle proteine che sono importanti per la segnalazione sinaptica. Confrontandoli poi con i topi senza mutazioni, hanno osservato che i topi modello avevano tutti alterazioni sinaptiche e livelli più bassi di proteine di segnalazione. Ciò, spiegano i ricercatori, suggerisce che il cervello dei topi modello non si sviluppa allo stesso modo dei topi senza mutazioni.

L’Asd non è solo maschile

Dallo studio, inoltre, è emerso che fondamentalmente non c’era alcuna differenza tra il cervello del topo maschio e quello femmina nei tratti presi in esame, né nei comportamenti sociali. Studi precedenti avevano attribuito lo squilibrio nella diagnosi a ciò che viene definito come effetto protettivo femminile, ossia il fatto che sarebbe necessario un numero maggiore di mutazioni affinché le ragazze manifestino tratti dell’Asd, conferendo loro una maggiore resistenza biologica a questa condizione. Altri sostengono che i tratti femminili dell’Asd si presentano in modo diverso. Ad esempio, mentre i ragazzi hanno maggiori probabilità di mostrare comportamenti di isolamento, le ragazze sembrano socializzare normalmente, almeno all’inizio (le differenze vengono percepite nel tempo).

Più donne negli studi

Questo studio quindi, sembra confermare proprio questa ultima teoria. Oltre a una diversa sintomatologia, le ragazze hanno maggiori probabilità di “camuffare” i loro tratti autistici rispetto ai ragazzi, e questo, secondo i ricercatori, è stato profondamente poco riconosciuto e poco studiato. “Il nostro studio sottolinea la necessità di considerare entrambi i sessi nelle ricerche sull’Asd”, afferma il neuroscienziato Haitham Amal, co-autore dello studio. “Le somiglianze osservate nelle alterazioni sinaptiche tra i topi maschi e femmine sfidano la tradizionale attenzione ai maschi, spingendo la comunità scientifica ad ampliare il suo approccio e includere le donne negli studi su questa condizione”.

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