giovedì, Luglio 25, 2024

Pornhub vuole assicurarsi che nei video le persone siano consenzienti

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Rendere la pornografia più trasparente? Pornhub, tra i più popolari siti porno al mondo, ha mosso i primi passi. Dopo l’introduzione dell’obbligo di fornire un documento anche per i co-performer, da oggi chiederà a tutti i creator e persone che appaiono nei video un documento che attesti di aver preso parte alle riprese in maniera consensuale. In pratica una “prova di consenso”, come per esempio una liberatoria firmata da ogni persona che appare nei video.

Non è un segreto che Ethical Capital Partners (ECP), il fondo d’investimento privato canadese che nel marzo del 2023 aveva acquistato MindGeek e alcune case di produzione collegate come Brazzers, stia lavorando per migliorare i requisiti di conformità della piattaforma, dichiarando che essi continueranno a evolversi col tempo per garantire più sicurezza.

Dopo gli scandali, Pornhub vuole diventare più etico

Quella dei documenti e della prova di consenso è una misura che viaggia verso l’obiettivo di migliorare la reputazione di Pornhub, dopo le numerose accuse che negli anni scorsi hanno investito il colosso del porno, specie quelle di tollerare video non consensuali che ritraggono, oltre il revenge porn, persino stupri e violenze su minori.

Vivida nella memoria l’inchiesta del Sunday Times del 2019 (a cui seguì quella del New York Times del 2020, “The Children of Pornhub”), che individuò centinaia di video non consensuali, molti con minori. MindGeek, ora rinata come Aylo, eliminò tutti i video che non era riuscito a verificare per gettare acqua sul fuoco, ma con una reputazione ormai compromessa (tanto da portare Visa e Mastercard a bloccare i pagamenti dei servizi premium).

Gli effetti del Digital services act sul porno

Forse non è un caso che a fine dicembre la Commissione Europea ha incluso Pornhub e altri provider del porno (Stripchat e XVideos) sotto la sorveglianza del Digital Services Act europeo (Dsa), la legislazione a cui devono sottostare le grosse piattaforme (tra cui Google, Facebook e Amazon), che, secondo le definizioni del Dsa, possono influenzare la sicurezza, la democrazia e i diritti fondamentali dei cittadini europei.

Proprio a seguito del Dsa scatteranno obblighi più rigidi per una maggiore tutela degli utenti, minori in primis, compresi la rimozione di contenuti illegali e video di violenze. Tra gli obblighi che le piattaforme porno avranno ci sarà la presentazione di un rapporto sui rischi legati alla propria attività entro 4 mesi, aumentare le difese da contenuti illegali e la revisione dei processi interni per la rimozione sistemica di contenuti deepfake creati con l’intelligenza artificiale.

Inoltre, ed è questa la sfida più complicata, le piattaforme come Pornhub dovranno stabilire sistemi di controllo dell’età per impedire che minori possano accedere ai contenuti ospitati. In questa direzione Aylo ha dichiarato di stare testando nuovi sistemi per impedire ai minori di visualizzare i contenuti della piattaforma. Che sia l’inizio di una rivoluzione etica del porno?

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