venerdì, Giugno 21, 2024

Contro Ilaria Salis monta un'ondata di odio

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I ceppi alle mani e alle caviglie e una sorta di guinzaglio in vita: le immagini di Ilaria Salis, l’attivista monzese di 39 anni detenuta da un anno in Ungheria con l’accusa di aggressione ai danni di due militanti neonazisti, poi dimessi dall’ospedale con una prognosi di pochi giorni, hanno fatto il giro di web e televisioni di tutta Europa. La potenza dei fotogrammi provenienti dalla corte magiara ha scosso l’Italia. Per qualche ora, parevano calate le divisioni tra destra e sinistra sul caso Salis, che rischia 11 anni di detenzione, a lungo disatteso dal governo e divenuto di interesse nelle ultime settimane. Prima con l’incontro tra la famiglia di Ilaria Salis e il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Poi con la telefonata della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, all’omologo ungherese, Viktor Orbán, dopo le immagini sul trattamento della 39enne in aula a Budapest. La realtà, però, è diversa. C’è chi soffia sul fuoco. E il popolo degli odiatori ha risposto alla chiamata.

Si è chiusa senza grosse sorprese perché di tipo tecnico, mentre si lavora per riportare l’attivista detenuta da un anno in Ungheria in Italia. Presenti militanti neonazisti in tribunale

L’attacco della Lega

Nella mattinata di mercoledì 31 gennaio un comunicato della Lega per Salvini premier sul tema rievoca un vecchio caso che vede coinvolta Ilaria Salis. Il riferimento è alla contestazione di un banchetto del partito a Monza. “Il 18 febbraio 2017 – prosegue il testo – a Monza, un gazebo della Lega veniva assaltato da decine di violenti dei centri sociali, e le due ragazze presenti attaccate con insulti e sputi da un nutrito gruppo di facinorosi. Per quei fatti Ilaria Salis è finita a processo, riconosciuta dalle militanti della Lega. Le sue vicissitudini offrono l’opportunità di ribadire che il legittimo esercizio del dissenso non può mai sfociare in episodi di violenza, soprattutto come quelli messi in atto contro giovani indifese aggredite da un branco come successo a Monza”.

Tuttavia, come ha spiegato Eugenio Losco, legale della donna, Salis “è stata assolta per non aver commesso il fatto”. E ha aggiunto che “non è stata affatto individuata dalle due militanti della Lega ma solo individuata come partecipante al corteo che si svolgeva quel giorno a Monza da un video prodotto in atti. Il giudice nella sentenza ha specificato che risulta aver partecipato solo al corteo senza in alcun modo aver partecipato all’azione delittuosa di altre persone né di aver in qualche modo incoraggiato o supportato altri a farlo”. Peraltro, la Lega non si è costituita parte civile nel processo in cui lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione, decisa dal giudice per tutti gli imputati.

L’idea del Carroccio era di dirottare la narrazione di questi giorni. Ma mentre il governo, dopo mesi di totale assenza e distrazione, ha iniziato a muoversi, tra la telefonata di Meloni e le mediazioni di Nordio e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il segretario della Lega e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha preso parola per criticare Salis: “Non è accettabile che vada in aula in catene. Ma vi pare normale che una maestra elementare vada in giro per l’Europa a picchiare e sputare alla gente?”.

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Il governo Meloni non ha fatto ancora nulla per aiutare l’italiana in detenzione preventiva a Budapest da ormai un anno. Al suo fianco della donna e della famiglia la senatrice Ilaria Cucchi e i garanti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale

Gli account social

Anche sui social monta l’odio contro Ilaria Salis. Il campionario, purtroppo, è vastissimo ed è X, l’ex Twitter, come spesso accade, a dare il peggio di sé, con una moderazione inefficace che ossequia le nuove linee guida di Elon Musk. Tra gli hashtag in tendenza ci sono #Ilariafattilagalera e #Ilariasalisingalera. A sfogare la violenza sono account ascrivibili all’area di destra e dei complottisti. Uno pubblica un video, probabilmente generato con l’intelligenza artificiale, che mostra una donna in ginocchio al guinzaglio, con tanto di medaglietta, condotta in un furgone da un accalappiacani. Hashtag: #ilariafattilagalera. In un altro caso si fanno commenti violenti sul fisico di Ilaria Salis, mettendo in dubbio le dure condizioni del carcere in Ungheria e accusandola di essersela cercata.

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