venerdì, Giugno 14, 2024

Threads punta al fediverso

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Threads fa un passo verso il fediverso, l’insieme di server interconnessi ma indipendenti che punta a fornire agli utenti un’alternativa ai social media – e, più in generale, a internet -. Puntando su un approccio decentralizzato, ed eliminando ogni possibile rapporto di dipendenza tra utenti e piattaforme, il fediverso permette a ognuno di noi di essere proprietario della propria identità digitale, spostandola da un server all’altro a proprio piacimento. Inoltre, come se non bastasse, questo sistema consente agli utenti di pubblicare i propri contenuti su più piattaforme e server contemporaneamente, così da incrementare la visibilità all’interno della comunità. Considerando l’enorme successo riscosso da Mastodon e da altre realtà del fediverso negli ultimi mesi, non c’è da stupirsi che Meta abbia deciso di intraprendere la strada della decentralizzazione.

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In una recente intervista rilasciata a Wired la project manager della società, Rachel Lambert, ha dichiarato che gli utenti di Threads potrebbero essere in grado di accedere alle nuove funzionalità del fediverso tra un paio di mesi, grazie al supporto del protocollo ActivityPub. “Ci stiamo lavorando – ha dichiarato la Lambert -. Ma credo che la cosa più importante sia assicurarci che l’esperienza sia davvero buona e che le cose funzionino davvero“. A confermare l’ipotesi di integrazione tra la piattaforma e il fediverso arriva anche l’esperto Alessandro Paluzzi, che proprio ieri ha condiviso su X uno screenshot che mostra l’opzione “condivisione nel fediverso” tra le impostazioni di un account Instagram, il che consentirà senza dubbio una visibilità maggiore ai post degli utenti della nuova piattaforma di Meta.

Ma se questo da un lato rappresenta un enorme passo in avanti per chi utilizza Threads, dall’altro è un pericolo enorme per i sostenitori del fediverso, che da sempre hanno voluto creare un’alternativa all’internet delle Big Tech – di cui Meta è invece una protagonista assoluta. A rendere ancora più complessa questa situazione c’è l’incertezza che gli utenti di Threads possano davvero apprezzare l’integrazione con il fediverso. Finora, infatti, il pubblico delle piattaforme di Meta si è sempre dimostrato interessato a creare un proprio profilo per utilizzare l’app singola, senza preoccuparsi di inserirsi in un contesto interconnesso come quello a cui appartiene Mastodon. Che si tratti, allora, di una mossa per studiare l’universo alternativo dei social decentralizzati?

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