giovedì, Giugno 20, 2024

Satya Nadella, il boss empatico che sta rilanciando Microsoft

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È l’inconsapevole protagonista di una favola a cavallo tra Bollywood e Hollywood: di origini indiane, incarna la parabola del sogno americano, del self-made man, dell’impiegato devoto, pronto a raccogliere le ricompense della fedeltà assoluta: arrivato negli Stati Uniti per finire gli studi iniziati in patria, dopo una breve parentesi in Sun Microsystem, si unisce a Microsoft nel 1992, all’età di 25 anni. Il calcolo viene facile: oggi ne ha 56, ha trascorso la maggior parte della sua esistenza con la stessa casacca, come le bandiere del calcio di una volta, il cursus honorum dalle giovanili alla fascia di capitano.

La stessa coerenza la mantiene nella sfera privata: ha sposato la compagna di sempre, Anupama, sua connazionale, conosciuta al college, figlia di un amico di famiglia. Da lei ha avuto tre figli, uno affetto sin dalla nascita da una brutta malattia e scomparso nel 2022. Per lui, la mamma ha abbandonato la carriera di architetto; a lui, Nadella deve la sua dote principale: il talento dell’empatia, la capacità di entrare in contatto gli altri, affiancare il volto umano a quello professionale. Guardare al cuore oltre che al cervello.

È l’amico che resta sobrio per riaccompagnare tutti a casa, è il modello d’integrità a cui guardare, a costo di non sentirsi abbastanza. Nel campus di Redmond sono ormai leggendari gli incontri informali in cui, abbandonato lo smartphone, ci si mette a nudo senza il formalismo dei soliti meeting, al riparo da una sequenza noiosa di slide. Si va avanti per ore, slegando i pensieri, lasciandoli liberi di prendere traiettorie anarchiche.

In queste occasioni, il Ceo annuisce convinto, ascolta, domanda opinioni. Non fa rimpiangere neanche per un attimo lo sguardo torvo dietro gli occhiali di Bill Gates, che oggi pare un innocuo nonnetto dispensatore di denaro e profezie, quand’era al timone di Microsoft non concedeva mai un complimento ai suoi sottoposti, nemmeno per sbaglio, elencando con durezza tutto quello che non andava.

Le scelte difficili

Satya il bonario, o forse solo il giusto, ha imparato la vita dai libri, ne ha studiato le sfumature un capitolo alla volta. È un lettore avidissimo, un collezionista di tomi, un bulimico delle parole altrui: nella sua residenza privata, due pareti sono di volumi, il suo ufficio ne è invaso in modo ordinato. Ai diretti collaboratori regala saggi sull’intelligenza emotiva; la sua biografia «Hit refresh», ha il termine «soul», anima, nel sottotitolo. All’autoreferenzialità preferisce il manifesto di una rivoluzione conservativa, la stessa di quando si preme aggiorna sul browser («hit refresh», per l’appunto) e nuovi elementi in una pagina si affiancano ai vecchi, sostituendone alcuni. Anche in un doloroso senso letterale. Si prendano i 10 mila licenziamenti annunciati a inizio anno: «Una scelta difficile, ma necessaria», ha commentato Nadella. Una ristrutturazione, più che una destrutturazione.

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