sabato, Giugno 22, 2024

Nvidia vuole sfidare Huawei

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Huawei è uno dei principali competitor di Nvidia in più di un settore, compreso quello dei chip per l’intelligenza artificiale. A evidenziarlo, come riporta l’agenzia Reuters, è stato lo stesso colosso di Santa Clara in un documento depositato lo scorso 21 febbraio presso la Securities and exchange commission (Sec), la commissione statunitense preposta alla vigilanza delle borse valori.

In particolare, la società di Jen-Hsun Huang ha sottolineato come quella di Shenzhen sia impegnata al suo pari nella fornitura di chip progettati per la tecnologia del momento come le unità di elaborazione grafica (gpu), le unità di elaborazione centrale (cpu) e i chip di rete. Per Nvidia, quella cinese è inoltre una società di servizi di cloud computing che progetta i propri hardware e i propri software allo scopo di migliorare l’informatica basata sull’intelligenza artificiale.

Huawei ha lavorato allo sviluppo della serie di chip Ascend, che oggi è in tutto e per tutto rivale di quella di chip per l’intelligenza artificiale di Nvidia. Nel dettaglio, il prodotto principale della società cinese, il chip 910B, è contrapposto sul mercato all’A100 che l’azienda americana ha lanciato sul mercato più o meno tre anni fa.

Guardando alla sola Cina, per gli analisti oggi il comparto dei microchip per l’IA vale da solo circa sette miliardi di dollari. Nel 2023 il colosso pechinese Baidu ha effettuato un grande ordine di chip da Huawei ben prima dell’avvento delle regole che hanno imposto una stretta sull’export di chip dagli Stati Uniti nel paese asiatico.

Oltre a Huawei, Nvidia ha segnalato alla Sec tra i propri competitor tra gli altri anche Intel, Advanced Micro Devices, Broadcom e Qualcomm. Per quanto riguarda il comparto del cloud computing, in lista ha inserito inoltre anche big tech come Amazon e Microsoft.

Il 2024 si sta rivelando finora un anno molto positivo per la società di Santa Clara. L’aumento del suo valore di mercato nelle prime settimane dell’anno è infatti stato costante. Il 22 febbraio il prezzo delle sue azioni è cresciuto di un ulteriore 14%, dopo la pubblicazione di una previsione sui ricavi migliore delle stime e figlia dell’aumento della domanda nel campo dell’intelligenza artificiale.

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