venerdì, Giugno 21, 2024

Con le smart key aumentano i furti di auto

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Per molti anni l’industria automobilistica ha ignorato gli avvertimenti dei ricercatori legali e informatici riguardo il rischio di un aumento dei furti dei veicoli correlato alla tecnologia keyless, ma ora sembra scontare le conseguenze di questo suo atteggiamento lascivo. Secondo quanto riportato dal The Guardian, infatti, la criminalità nel settore è aumentata a dismisura, tanto da far schizzare alle stelle i prezzi delle assicurazioni – nel Regno Unito, e non solo -. “L’industria automobilistica è stata negligente perché è stata avvertita quando questa nuova tecnologia stava iniziando a emergere – ha dichiarato l’avvocato Nick Freeman alla testata inglese -. È una situazione catastrofica, in cui le persone non possono assicurare le loro auto oppure devono affrontare spese ridicolmente alte”.

Per cercare di risolvere la situazione, però, le case automobilistiche stanno cercando di fare di tutto per poter migliorare la sicurezza dei veicoli dotati di smart key, le chiavi che permettono di aprire l’auto semplicemente avvicinandosi alle portiere. Lo scorso novembre, per esempio, Jaguar Land Rover ha annunciato un investimento di oltre 10 milioni di dollari nel progetto di rendere più sicuri le sua automobili. E appena qualche giorno fa Hyundai – al centro di una spinosa questione legale per l’aumento dei furti in seguito alla diffusione di una tendenza su TikTok che spiegava come rubare i veicoli utilizzando un cavo USB – ha dichiarato di avere come priorità lo sviluppo di un sistema per prevenire l’azione dei criminali che “utilizzano dispositivi per bypassare illegalmente i sistemi di chiusura con smart key”.

Per quanto apprezzabile, l’impegno delle case automobilistiche nella sicurezza della tecnologia keyless arriva con un ritardo notevole rispetto al primo avvertimento dei ricercatori dell’Università della California e dell’Università di Washington, che nel lontano 2011 hanno messo in luce la possibilità che i criminali potessero ordinare “all’unità telematica compromessa dell’auto di sbloccare le portiere [e] avviare il motore”. Un avvertimento che nel 2012 è stato rilanciato da Stephen Mason, un avvocato specializzato nel settore, che in più di un’occasione ha palesato il rischio che i sistemi dotati di smart key potessero essere “vioati con successo”.

L’industria automobilistica ha manifestato spensieratezza e ignoranza, non volendo pagare il prezzo per un’adeguata sicurezza – ha dichiarato Mason a distanza di anni -. Ora abbiamo auto moderne dotate della tecnologia più recente, e i proprietari devono utilizzare i bloccasterzo vecchio stile per proteggerle dai furti”. Eppure, secondo quanto riferito dalla Società dei produttori e commercianti di automobili del Regno Unito, le aziende del settore si sono impegnate non poco nel garantire la sicurezza dei proprietari di veicoli dotati di smart key, ma la tecnologia corre troppo veloce per permettere loro di farcela. Nonostante questo, qualche buon risultato sembra arrivare dal settore automobilistico, ma è certo che la strada sia ancora lunga.

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