venerdì, Giugno 14, 2024

Patente a punti per la sicurezza sul lavoro, come funziona

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Il governo Meloni ha approvato un decreto legge che introduce la cosiddetta patente a punti per la sicurezza sul lavoro. Si tratta di un sistema per classificare imprese e lavoratori autonomi nel settore edile, simile a quello della patente di guida, che mira a essere un deterrente per ridurre incidenti e morti sul lavoro. In caso di illeciti o irregolarità verrà decurtato un certo numero di punti, fino ad arrivare a un minimo in cui scatta il divieto di operare in cantiere e sanzioni amministrative.

Le sanzioni

La patente diventerà obbligatoria dal primo ottobre 2024, ma ancora non è stato pubblicato il testo del decreto legge che ne specifica il funzionamento. In base alle bozze fatte circolare dai giornali, dovrebbe però essere rilasciata dall’Ispettorato nazionale del lavoro, con una dotazione iniziale di 30 punti. Chi non prende la patente o ha meno di 15 crediti non potrà lavorare nei cantieri e riceverà una sanzione amministrativa da un minimo di 6mila euro a un massimo di 12mila.

I punti potranno essere sottratti in misura variabile a seconda della gravità dell’illecito. In caso di incidenti che procurino una inabilità temporanea a un lavoratore ne verranno tolti 10, mentre in caso di inabilità permanente la sanzione sarà di 15 punti in meno. La pena massima sarà imposta in caso di incidente mortale, con una decurtazione di 20 punti e la sospensione delle attività. Nei casi più gravi l’Ispettorato nazionale del lavoro potrà anche sospendere la patente fino a un massimo di 12 mesi, mentre i crediti o punti potranno essere recuperati partecipando a corsi di formazione sulla sicurezza.

Una vecchia proposta

La patente per la sicurezza sul lavoro non è un’invenzione dell’attuale governo, se ne parla da anni ed era già prevista dal decreto 81 del 2008, cioè il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro approvato durante il governo Prodi e redatto dall’allora ministro del Lavoro Cesare Damiano, del Partito democratico. Come dichiarato dallo stesso Damiano ad Agenparl, il testo fu indebolito dal quarto governo Berlusconi – salito in carica poco dopo l’approvazione del decreto –, e da allora non è più stato attuato fino a oggi.

Il nuovo provvedimento del governo Meloni è arrivato dopo l’insistenza delle parti sociali, a seguito dell’incidente in un cantiere per la costruzione di una nuova Esselunga a Firenze, dove sono morti cinque operai. In particolare, è stato il segretario nazionale della Confederazione generale italiana del lavoro (Cgil), Maurizio Landini, a riportare la proposta sulla scena, sottolineando come l’azienda in causa non avrebbe potuto ottenere l’autorizzazione ad aprire il cantiere a Firenze se la patente fosse stata attiva, perché era stata già coinvolta in un simile incidente circa un anno prima.

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