venerdì, Giugno 14, 2024

Aborto, la Francia vuole riconoscerlo in Costituzione

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La Francia è a un solo passo dal diventare il primo paese al mondo a riconoscere l’aborto come un diritto costituzionale. Con un’ampia maggioranza, anche il senato francese ha approvato la proposta di legge sull’inserimento dell’interruzione volontaria di gravidanza in Costituzione, dopo il via libera dato a gennaio dall’Assemblea nazionale, la camera bassa del parlamento. Ora manca solo il voto finale, che dovrà essere sostenuto dai tre quinti dei rappresentanti, riuniti in seduta plenaria nel cosiddetto Congresso di Versailles. Il presidente Emmanuel Macron, promotore della riforma, ha convocato la seduta per il prossimo 4 marzo.

I voti a favore sono stati 267 e i contrari appena 50. Una maggioranza schiacciante che rende piuttosto alte le possibilità di un’approvazione definitiva al Congresso, dopo circa due anni di discussione parlamentare. L’idea di dare tutela costituzionale alla libertà di abortire è infatti emersa nel 2022, a causa di una crescita degli attacchi al diritto all’aborto, da parte di alcuni governi europei, e dopo che la Corte suprema degli Stati Uniti ha annullato la sentenza Roe vs Wade, che aveva reso legale l’interruzione volontaria di gravidanza a livello federale nel 1973.

Così, sotto la spinta del governo, la Francia ha cominciato un lungo processo legislativo per rafforzare il diritto all’aborto, indicando come pericolosi gli esempi di limitazione dei diritti in Polonia e in Ungheria. La riforma aggiungerà quindi all’articolo 34 della Costituzione, che racchiude i diritti civili dei cittadini e delle cittadine, la “libertà garantita alla donna all’interruzione di gravidanza”. Il termine “diritto”, contenuto nella prima proposta di legge, è stato cambiato in libertà garantita per raggiungere un compromesso con le forze politiche conservatrici che hanno la maggioranza al senato.

Per questo motivo, l’esito della votazione del 28 febbraio 2024 non era per nulla scontato. La maggioranza della camera alta è infatti composta dai Repubblicani, un partito conservatore di centrodestra. A gennaio Gerard Larcher, presidente dell’assemblea e esponente repubblicano, aveva dichiarato di essere contrario alla riforma, sostenendo che il diritto all’aborto non sia minacciato in Francia. Tuttavia prima del voto al Senato, il partito ha lasciato libertà di coscienza ai suoi rappresentanti, senza fornire alcuna indicazione su cosa votare, e la gran parte di loro si è espresso a favore della riforma, bocciando invece un emendamento che chiedeva di inserire nella Costituzione anche il diritto all’obiezione di coscienza sull’aborto.

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