lunedì, Aprile 22, 2024

Jurij Gagarin, novant'anni fa nasceva il primo essere umano a volare nello Spazio

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Se le cose non fossero andate come sono andate, staremmo celebrando il novantesimo compleanno di Jurij Gagarin, uno dei più grandi pionieri della storia dell’umanità, il cui nome sta di diritto accanto a quello dei fratelli Wright, di Amalia Earhart, di Edmund Hillary, di Neil Armstrong, di Roald Amundsen e di tutti i primi esseri umani a: nel caso di Gagarin parliamo, ovviamente, dell’esplorazione spaziale. L’aviatore sovietico è stato infatti il primo essere umano a volare nel cosmo, il 12 aprile 1961, a bordo della capsula Vostok 1. Un evento così importante e significativo per la storia della scienza e dell’umanità che nel 2011 le Nazioni Unite hanno scelto proprio la data del 12 aprile per celebrare la Giornata internazionale dei viaggi umani nello Spazio. Abbiamo iniziato con un periodo ipotetico, perché il destino beffardo ci impedisce di festeggiare il compleanno di Gagarin come avremmo voluto: ironia della sorte, il pilota ha perso la vita a soli 34 anni, nel 1968, durante un volo di addestramento a bordo di un MiG-15.

50 anni fa ci lasciava Jurij Gagarin: che cosa significò davvero il primo volo umano nello Spazio

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Dalla campagna russa allo Spazio

Jurij Alekseevič Gagarin era nato il 9 marzo 1934 a Klušino, un piccolo villaggio agricolo nell’oblast’ di Smolensk. Suo padre era un falegname, sua madre una contadina: terzo di quattro figli – i sue due fratelli più grandi, tra l’altro, furono deportati in Polonia e finirono ai lavori forzati – dovette interrompere gli studi e poté riprenderli solo nel 1946, dopo la fine della Seconda guerra mondiale, quando si trasferì con la famiglia a Gžatsk (che dal 1968 si chiama, per l’appunto, Gagarin). Lavorò prima come operaio, poi conseguì il diploma di metalmeccanico e cominciò ad appassionarsi all’aeronautica. Studiando di sera, conseguì il brevetto di volo e si qualificò per il pilotaggio del MiG-15, il velivolo sul quale avrebbe poi trovato la morte. Nel 1957 cominciò a volare da solo e fu nominato tenente nelle forze aeree sovietiche; due anni più tardi fu intervistato da una commissione medica per la qualificazione al programma spaziale Vostok.

I precedenti: Sputnik e Laika

Il 4 ottobre 1957 l’allora Unione Sovietica lanciò il satellite Sputnik 1 (che in italiano si traduce come semplice satellite): il veicolo rimase in orbita per tre settimane prima che le sue batterie si esaurissero; quindi, rimase in orbita per altri due mesi prima di rientrare nell’atmosfera distruggendosi. Un lancio che segnò ufficialmente l’inizio dell’era dell’esplorazione spaziale e della corsa allo spazio: Sputnik era infatti il primo satellite artificiale a essere mandato in orbita intorno alla Terra. Ma già subito dopo il lancio gli scienziati sovietici pensarono di alzare ulteriormente l’asticella e si misero al lavoro per riuscire a portare in orbita degli esseri viventi, possibilmente prima dei colleghi statunitensi. Detto, fatto: il 3 novembre 1957 fu il turno di Laika, una cagnolina che fu imbarcata a bordo della capsula Sputnik 2, diventando così il primo animale a orbitare intorno alla Terra e il primo essere vivente a volare nello Spazio (anche Laika ebbe un destino amaro: per la Sputnik 2 non era previsto il rientro a Terra, e capsula e cagnolina si disintegrarono attraversando l’atmosfera del nostro pianeta).

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