giovedì, Giugno 20, 2024

Apple multata per 1,8 miliardi di euro

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Apple multata, con una sanzione ben più salata rispetto alle voci trapelate a metà febbraio. Apple ha ricevuto oggi dalle autorità antitrust dell’Unione europea una multa di oltre 1,8 miliardi di euro per aver impedito a Spotify e altri servizi di streaming musicale di informare gli utenti delle opzioni di pagamento diverse da quelle disponibili all’interno del proprio App Store.

La sanzione, che secondo il Financial Times si sarebbe dovuta aggirare intorno ai 500 milioni, è stata innescata come ricorda l’agenzia Reuters da un reclamo del 2019 di Spotify. La Commissione europea l’ha accolto, sottolineando che le restrizioni di Apple costituiscono condizioni commerciali sleali, un argomento che fa eco a una decisione delle autorità antitrust olandesi in una causa intentata al colosso di Cupertino da fornitori di app di appuntamento.

Per un decennio – ha affermato in una nota la commissaria europea per la concorrenza Margrethe VestagerApple ha abusato della sua posizione dominante nel mercato della distribuzione di app di streaming musicale attraverso l’App Store. Lo ha fatto impedendo agli sviluppatori di informare i consumatori sui servizi musicali alternativi e più economici disponibili al di fuori dell’ecosistema Apple. Ciò è illegale secondo le norme antitrust dell’Unione europea“. Secondo l’azienda californiana, “la decisione – si legge in una nota – è stata presa nonostante l’incapacità della Commissione di scoprire prove credibili di danni ai consumatori e ignora la realtà di un mercato che è fiorente, competitivo e in rapida crescita”.

La decisione di oggi – commenta in una nota Spotifysegna un momento importante nella lotta per un’internet più aperta per i consumatori. La Commissione europea ha espresso chiaramente la sua conclusione: il comportamento di Apple che limita le comunicazioni ai consumatori è illegale. Questa decisione invia un messaggio forte: nessuna azienda, nemmeno un monopolio come Apple, può esercitare un potere abusivo per controllare il modo in cui altre aziende interagiscono con i propri clienti”.

La richiesta di rimuovere le restrizioni sull’App Store non è una novità limitata a questo caso, ma fa parte anche dei requisiti previsti dal Digital Markets Act (Dma) dell’Ue e a cui Apple si dovrà attenere dal 7 marzo. Proprio per aprire il proprio store al sideloading, ovvero alla possibilità di scaricare applicazioni da fonti di terze parti, Apple dividerà l’App Store europeo da quello del resto del mondo.

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