giovedì, Giugno 20, 2024

Influenza B, con la primavera è arrivato il suo momento?

Must Read

Questo articolo è stato pubblicato da questo sito

La stagione dell’influenza non è ancora finita. Sebbene il numero di casi di sindromi simil-influenzali nel nostro Paese sia in diminuzione, come segnala l’ultimo aggiornamento della rete RespiVirNet, l’incidenza è ancora sostenuta. E, soprattutto in questo periodo e per i più piccoli, non va sottovalutato il contributo dei virus influenzali di tipo B. Diciamolo chiaro, però: non c’è alcun allarme.

Che cos’è l’influenza B?

Nel parlare comune usiamo il termine influenza per indicare una generica condizione di malessere che si manifesta con febbre, sintomi respiratori, dolori alle articolazioni e ai muscoli, talvolta anche disturbi gastrointestinali. Esistono tanti virus che possono provocare questa condizione, ma l’influenza vera e propria ha dei responsabili ben precisi: quattro tipi differenti di Orthomixoviridae (A, B, C e D). Di questi, quelli clinicamente rilevanti per l’essere umano sono il tipo A, che in genere guida le epidemie annuali di influenza, e il tipo B. A differenza del tipo A, i virus influenzali di tipo B (ne esistono due lignaggi chiamati B/Yamagata e B/Victoria) infettano quasi esclusivamente l’essere umano e accumulano mutazioni molto più lentamente.

Quali sono i sintomi dell’influenza B?

L’infezione da parte di un virus influenzale di tipo B si manifesta con i classici sintomi: febbre (anche alta), mal di gola, tosse, naso che cola e starnuti, stanchezza, dolori articolari e muscolari. In alcuni casi possono comparire anche dolore addominale e disturbi gastro-intestinali.

Anche se i casi di influenza da virus B sono meno frequenti, la malattia non è più lieve rispetto a quella provocata da virus di tipo A. Non va sottovalutata e può arrivare a richiedere un ricovero per complicanze. Nei casi più gravi, infatti, l’infezione può causare polmoniti, bronchiti, serie difficoltà respiratorie, infiammazioni del tessuto muscolare (miositi), miocarditi (infiammazioni del cuore) e sepsi.

Cosa fare?

Trattandosi di un’infezione virale, anche l’influenza di tipo B non si cura con gli antibiotici, ma i sintomi possono essere trattati con farmaci da banco come antipiretici e antinfiammatori. In genere la sintomatologia si attenua e scompare nell’arco di 7-10 giorni. Soprattutto in caso di febbre alta, di bambini piccoli e di persone fragili, è comunque doveroso rivolgersi al proprio pediatra o medico di famiglia che potrà indirizzare verso la terapia più opportuna.

Come si previene?

Oltre alle basilari norme igieniche, l’influenza si può prevenire attraverso la vaccinazione (attualmente in Italia sono disponibili vaccini antinfluenzali quadrivalenti che contengono 2 virus di tipo A e 2 virus di tipo B), proposta attivamente e gratuitamente a partire da ottobre alle persone più vulnerabili all’infezione e alle sue conseguenze: persone di età pari o superiore a 65 anni, donne in gravidanza o in post partum, persone dai sei mesi in su con condizioni cliniche concomitanti, etc. Il vaccino è comunque raccomandato per tutte le persone a partire dai sei mesi di età che non hanno controindicazioni al vaccino.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
Latest News

Platone con Minosse o della legge è protagonista della seconda prova della maturità 2024

Nella seconda prova della maturità 2024 protagonista della versione dal greco è Platone, con un brano tratto da uno...
- Advertisement -spot_img

More Articles Like This

- Advertisement -spot_img