venerdì, Giugno 14, 2024

Madonna di Trevignano, anche la Chiesa non crede alle apparizioni

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A Trevignano Romano la Madonna non è apparsa: ora lo dice anche la Chiesa. Che quello della cosiddetta “Madonna di Trevignano” potesse essere un fenomeno non reale lo avevamo vagamente intuito un po’ tutti, ma ora è arrivata anche la conferma da parte della Commissione diocesana di Civita Castellana che indagava sui presunti fenomeni mistici denunciati in questi lunghi mesi dalla sedicente veggente Gisella Cardia. Il verdetto dell’indagine recita: “Constat de non supernaturalitate”, formula latina per affermare che a Trevignano non c’è stata nessuna apparizione. La notizia è stata comunicata dal vescovo Marco Salvi. Il decreto, ribattezzato “decreto Trevignano”, è lungo sei pagine e ricostruisce in modo molto articolato la vicenda legata a Maria Giuseppa Scarpulla (questo il vero nome della veggente). L’istruttoria è stata redatta da una commissione composta da un mariologo, un teologo, un canonista e uno psicologo.

Cosa dice la Chiesa su Trevignano

Nel decreto si mette nero su bianco il fatto che nemmeno una delle apparizioni della Madonna è vera e che nell’ormai celebre Campo delle Rose sulla collina che affaccia sul Lago di Bracciano non è avvenuto nessun miracolo. La relazione finale dei lavori della Commissione è arrivata nelle mani del vescovo Salvi a gennaio 2024 e il 6 marzo è stata firmata e divulgata.

Il verdetto, si legge nel documento, è arrivato: “Dopo un congruo periodo di attento discernimento, ascoltate le testimonianze provenienti dal territorio e avvalendosi di una commissione di esperti, formata da un mariologo, un teologo, un canonista, uno psicologo e della consulenza esterna di alcuni specialisti”. Cosa avviene dunque in questi casi? La Chiesa, come istituzione, è spesso chiamata a dover giudicare l’attendibilità di presunti episodi mistici, come apparizioni e miracoli. Sono rarissimi, però, i casi in cui l’istituzione cattolica ne viene accerta l’autenticità, ancor di più se si parla di apparizioni mariane che, a oggi, sono soltanto quindici.

Tornando a Trevignano, dal momento che il fenomeno non è considerato soprannaturale, con il documento firmato dal vescovo Salvi nella mattina di mercoledì 6 marzo si vieta ai sacerdoti di celebrare messa o guidare atti di pietà popolare sul posto, in modo tale da connettere entrambi in modo diretto ed indiretto con gli eventi di Trevignano Romano, sia nei terreni di proprietà dell’Associazione Madonna di Trevignano Ets che in altri luoghi privati, pubblici ed ecclesiali. Inoltre, da questo momento, c’è anche il divieto di recarsi sul luogo delle apparizioni alimentando nei fedeli l’idea che vi sia un qualche riconoscimento ufficiale. Il vescovo Salvi impone, infine, “alla signora Gisella Cardia (all’anagrafe Maria Giuseppa Scarpulla) al signor Gianni Cardia e a tutti i soggetti aventi , il rispetto e l’adesione alle decisioni del vescovo diocesano nonché la disponibilità a compiere un percorso di purificazione e discernimento che promuova e mantenga l’unità ecclesiale”.

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