venerdì, Giugno 21, 2024

Silicon Box, storia del gruppo che aprirà un impianto di chip in Italia

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L’azienda Silicon Box, con sede a Singapore, realizzerà un nuovo impianto per la produzione di semiconduttori in Italia. Il progetto, che porterà nel nostro paese 3,2 miliardi di euro di investimenti, arriva dopo il fallimento di una trattativa simile con il colosso statunitense Intel. Non sono stati ancora chiariti i dettagli sui tempi e rispetto a dove sarà costruito l’impianto, che dovrebbe però sorgere al Nord Italia, e per l’inizio dei lavori si dovrà attendere il via libera della Commissione europea.

Cosa fa Silicon Box

Silicon Box è una startup creata circa tre anni fa dagli stessi fondatori di Marvell technology group, casa produttrice di semiconduttori statunitense fondata nel 1995. La società di Singapore si è specializzata nella realizzazione dei cosiddetti chiplet, minuscoli circuiti integrati grandi come granelli di sabbia, progettati per poter svolgere funzioni diverse ed essere assemblati con altri chiplet su interfacce elettriche, creando così un unico processore in grado di alimentare diversi hardware, dai data center agli elettrodomestici.

L’investimento in Italia è stato annunciato dal ministero delle Imprese e del made in Italy (Mimit), secondo cui porterà alla creazione di 1.600 nuovi posti di lavoro diretti, più altri indiretti per la costruzione dell’impianto e per le imprese di fornitura e logistica che verranno coinvolte una volta che sarà messo a regime. Il progetto si inserisce nella strategia lanciata dal Chips Act dell’Unione europea, che punta a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di semiconduttori nell’Unione raggiungendo il 20% della capacità produttiva globale entro il 2030, e nella strategia italiana per la microelettronica.

“In Europa, Silicon Box rappresenta il tassello finora mancante per rafforzare la catena del valore, in quanto primo investimento nell’advanced backend per la produzione di chiplet. In Italia, Silicon Box rafforza ulteriormente il settore in linea con la strategia chips che vede il Paese puntare sul chips design, i nuovi materiali e l’assemblaggio avanzato”, si legge sul sito del ministero delle Imprese. L’amministratore delegato della società, Byung Joon Han, ha spiegato di voler far partire l’investimento entro l’anno.

La Fim, la federazione dei metalmeccanici della Cisl, saluta positivamente la notizia: “Questo importante investimento costituisce finalmente una buona notizia di politica industriale per un paese come l’Italia che è destinato a crescere solo se attrae nuovi investimenti esteri sempre più strategici e tecnologici. Sulla microelettronica da anni la Fim chiede una politica di settore e con essa l’aumento della capacità produttiva, sopratutto per riuscire a realizzare quell’affidabilità degli approvvigionamenti necessari all’industria e alle catene di fornitura di cui il nostro Paese ha bisogno. Sarà sicuramente molto importante collocare l’investimento dove c’è necessità di reindustrializzare e di rafforzare la capacità industriale moderna di alcuni nostri distretti e territori”.

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