venerdì, Giugno 14, 2024

Alda Merini, chi era la poetessa nata a primavera

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Giovedì 14 marzo Rai1 celebra in prima serata Alda Merini, una delle voci più amate della poesia italiana con un film, Folle d’Amore: diretto da Roberto Faenza, con Laura Morante e liberamente ispirato al romanzo di Vincenza Alfano, Perché ti ho perduto.

La storia di Alda Merini

Alda Giuseppina Angela Merini, questo il suo nome, era nata il 21 marzo del 1931 a Milano. La sua infanzia è segnata da un rapporto conflittuale con la madre, incapace di gestire il carattere malinconico e inquieto della figlia e preoccupata per la sua fame di conoscenza (erano i tempi in cui alle donne si chiedeva di diventare mogli e madri e nulla più) e dalla sintonia intellettuale con il padre, discendente di una famiglia nobile comasca e avido lettore.

La giovanissima Alda affronta molte difficili vicende personali, compreso lo sfollamento a Vercelli per tre anni, dopo un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1947, quando Alda ha 16 anni, si affacciano prepotenti le prime ombre della sua mente (come scrisse Maria Corti) e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro a Milano, dove le viene diagnosticato un disturbo bipolare. Le fasi più critiche della malattia porteranno altri ricoveri, tra cui quello lunghissimo nell’Ospedale Psichiatrico Paolo Pini dal 1964 fino al 1972.

Alda Merini nel 1953 aveva sposato Ettore Carniti e dal matrimonio sono nate quattro figlie, Emanuela, Flavia, Barbara e Simona. Le figlie le furono strappate e affidate ad altre famiglie.

La storia e il ricordo delle figlie della poetessa sono conservati nel sito ufficiale.

Colpita da un sarcoma, Alda Merini è morta il primo novembre del 2009. È sepolta nella cripta del Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

Le opere di Alda Merini

Il talento poetico di Alda Merini si manifesta in maniera piuttosto precoce. La prima pubblicazione è nell’Antologia della poesia italiana contemporanea 1909-1949, con le liriche Il gobbo e Luce. Nel 1953 esce la sua prima raccolta, dal titolo “La presenza di Orfeo”. La sua produzione, intervallata dalla difficoltà della malattia mentale e dei ricoveri, vede un periodo particolarmente ricco tra gli anni ’80 e i primi del 2000: appartengono a questa lunga fase alcune opere come La Terra Santa, L’altra verità. Diario di una diversa, Nel cerchio di un pensiero, Vuoto d’amore, Ballate non pagate, Clinica dell’abbandono.

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