lunedì, Giugno 17, 2024

Ponte sullo stretto di Messina, i punti critici del progetto

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Il comitato scientifico selezionato dallo stesso ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per decidere se il progetto del ponte sullo stretto di Messina fosse realizzabile, ha dato il suo via libera nel mese di febbraio. Tuttavia nell’analisi individua 68 punti deboli nel piano finale proposto da Eurolink, il consorzio privato incaricato del progetto e gestito dalla società pubblica Stretto di Messina spa. Ad esempio, come si legge nella relazione: “Il comitato ritiene opportuno che in fase di progetto esecutivo si verifichi la robustezza della struttura del ponte in maniera più ampia. O ancora: “Il comitato chiede lo svolgimento di analisi non lineari dell’impalcato soggetto a vento turbolento”.

Le problematiche

Il comitato scientifico ha individuato quattro linee principali di criticità nel progetto. Innanzitutto ha sottolineato la necessità di condurre ulteriori verifiche sugli effetti del vento, richiedendo un aggiornamento della valutazione adottata nel piano definitivo del progetto originale del 2011 e realizzato da un gruppo di ricerca dell’università di Genova. In secondo luogo, nella relazione è stato chiesto un aggiornamento della “zonizzazione microsismica”, ovvero la verificare della resistenza degli elementi strutturali di fronte a sismi di forte intensità come quelli recentemente registrati in varie parti del mondo. In un’altra osservazione si chiedono nuove analisi e previsioni con scenari che «tengano conto dell’azione combinata del vento e dei carichi di traffico ferroviario e stradale» per confermare il livello di sicurezza del ponte anche in caso di eventi estremi. Infine, per quanto riguarda l’uso dell’acciaio, il comitato ha chiesto l’impiego di materiali nuovi e ha richiesto chiarimenti su come e dove verrà reperito l’acciaio, garantendo che rispetti le nuove normative in termini di elasticità.

Da almeno cinquant’anni si discute della realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Dopo vari tentativi falliti, negli anni Duemila il governo di Silvio Berlusconi investe ingenti risorse per sviluppare un progetto credibile. Nel 2005, tramite una gara di appalto, il consorzio Eurolink, guidato dalla multinazionale italiana Webuild, ottiene il contratto. Nel 2007, Berlusconi propone un aggiornamento del progetto, completato nel 2011. L’attuale governo ha ripreso il progetto del 2011 e confermato l’appalto a Eurolink, che lo ha vinto nel 2005.

Il dibattito politico

Durante il suo intervento alla Camera di mercoledì 13 marzo, il deputato Angelo Bonelli di Europa Verde ha proposto di rigettare completamente il progetto e di ricominciare da zero. In risposta, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha dichiarato che sarebbe assurdo pensare che il governo costruirebbe un ponte destinato a crollare.

Successivamente, il presidente della società Stretto di Messina, Pietro Ciucci, ha assicurato la solidità delle integrazioni al progetto finale. Ciucci ha sottolineato che sono state condotte prove in galleria del vento su 11 modelli di ponte in 5 laboratori specializzati, tra i più importanti al mondo. Secondo i risultati ottenuti, la stabilità del ponte è garantita anche con venti fino a 275 chilometri orari, e la massima velocità del vento registrata nei controlli degli ultimi 20 anni è stata di 128 chilometri orari. Inoltre, Ciucci ha assicurato che il quadro sismico sarà aggiornato nella fase del progetto esecutivo, tenendo conto delle ricerche condotte negli ultimi 20 anni.

Il fattore tempo

In mezzo a queste controversie politiche, il vero punto di interesse riguarda però i tempi necessari per la messa a punto del progetto definitivo. Questo è infatti il fulcro delle considerazioni espresse dal comitato, secondo cui le problematiche emerse richiederanno probabilmente più tempo del previsto per essere risolte. Aspetto su cui si trova d’accordo la stessa Eurolink come emerge dalla nota in risposta alle osservazioni del comitato scientifico. Questa situazione potrebbe creare difficoltà rispetto alle intenzioni del governo che vorrebbe avviare i lavori entro la fine dell’anno.

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