sabato, Giugno 22, 2024

Violino, perché il “Cannone” di Paganini è finito in un acceleratore di particelle

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Il ‘Cannone’, il violino preferito di Niccolò Paganini, è stato sottoposto a una serie di sofisticati test in uno dei principali acceleratori di particelle d’Europa. L’obiettivo era quello di determinare a livello molecolare lo stato del legno dello strumento.

Radiografare il violino di Paganini

La European Synchrotron Radiation Facility (Esrf) ha accettato di esaminare il reperto storico su richiesta del Comune di Genova, che attualmente è responsabile della sua conservazione. Accelerando le particelle subatomiche in un sincrotrone, un struttura circolare composta da magneti, gli scienziati sono in grado ottenere un tipo di radiazione unico, che in questo caso ha permesso di eseguire una sorta di radiografia del violino di Paganini.

I ricercatori hanno utilizzato una tecnica di microtomografia a raggi X inaugurata solo quattro anni fa, che ha prodotto un’immagine tridimensionale della struttura cellulare del Cannone con una risoluzione su scala micrometrica.

Gli esperimenti condotti all’Esfr forniscono una visione tridimensionale completa dello stato di conservazione del violino ma anche una rappresentazione estremamente precisa della struttura del Cannone, che è dotato di una voce unica e potente, oltre che anche una mappatura completa dei precedenti interventi e delle riparazioni effettuate in passato dai liutai“, ha dichiarato il laboratorio europeo in un comunicato.

La microtomografia a raggi X è una delle tecniche più utilizzate per identificare i difetti a livello cellulare e per ottenere profili di densità o porosità di un oggetto. Viene anche applicata in settori che includono la medicina, la biologia e, come dimostra il caso del violino di Niccolò Paganini, per la conservazione del patrimonio culturale.

Lo stato del Cannone

Il Cannone fu costruito nel 1743 dal liutaio Bartolomeo Giuseppe Guarneri. Gli storici della musica raccontano che il leggendario musicista e compositore italiano aveva un legame profondo con questo particolare violino, che suonava solo in occasioni importanti. Prima di morire, Pagainii donò lo strumento alla città di Genova, che a due secoli di distanza è diventato uno dei più celebri e importanti strumenti musicali nella cultura occidentale.

Il Cannone è in uno stato di conservazione eccezionale, dal momento dopo la scomparsa del musicista è stato usato solo in rare occasioni Solo il vincitore del Premio Paganini, il concorso più prestigioso per violinisti a livello mondiale, ha infatti la possibilità di suonarlo, per cinque minuti. La salute dello strumento è stata fortunatamente corroborata anche dalle analisi dell’Esfr, che hanno confermato la presenza di microfratture che però sarebbero “sotto controllo, come dichiarato all’Ansa da Bruce Carlston, uno dei responsabili della conservazione del Cannone.

Negli ultimi anni è maturata la necessità, sempre più importante, di conoscere a fondo lo stato di salute di questo prezioso violino. Solo con dei dati precisi, rilevati con rigoroso metodo scientifico, sarà possibile capire come si comporta il violino all’interno o all’esterno della teca nelle diverse condizioni di utilizzo o di conservazione“, spiega l’associazione Premio Paganini.

L’Esfr ospita la più potente sorgente di raggi X al mondo. La radiazione è prodotta da elettroni ad alta energia che circolano intorno all’anello dell’istituto, un acceleratore di dimensioni enormi, con una circonferenza di 844 metri. L’acceleratore funziona come un gigantesco microscopio che registra la posizione e il movimento degli atomi nella materia.

Questo articolo è comparso originariamente su Wired en español.

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