venerdì, Giugno 14, 2024

G7, cosa hanno deciso i paesi di fare sull'intelligenza artificiale

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TrentoIdentità digitale, una “cassetta degli attrezzi” per l’intelligenza artificiale nel pubblico e una presa di posizione contro la frammentazione di internet. Al G7 su industria e tecnologia sono questi i punti cardine della dichiarazione finale del forum intergovernativo che riunisce le sette economie più avanzate del pianeta (Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Italia, Canada e Giappone), di cui Roma ha la presidenza nel 2024.

L’AI è il tema principe del primo appuntamento, che si è svolto tra Verona e Trento. E i ministri del digitale delle sette economie, affiancati dalle delegazioni di Unione europea, Brasile, Corea del sud, Emirati arabi uniti, Ucraina e agenzie delle Nazioni unite, hanno insistito sul ruolo degli algoritmi nel pubblico, sull’accesso ai servizi digitali e all’avanzamento del processo di Hiroshima, un metodo per stabilire norme comuni sul settore avviato durante il G7 giapponese, con l’obiettivo di scrivere un codice di condotta internazionale sull’AI. L’Italia ha preso l’impegno di elaborare una cassetta degli attrezzi sull’impiego degli algoritmi nei servizi pubblici e la scrittura di un compendio sui servizi pubblici digitali. “Non si è mai parlato prima in un G7 di governo digitale – ha detto il sottosegretario all’Innovazione digitale, Alessio Butti, in quota Fratelli d’Italia -. Dobbiamo rendere l’interoperabilità sempre più efficiente, tra i paesi del G7 e non solo. Ci stiamo occupando di federazione dei dati”.

La sicurezza di internet

Ma non solo. All’articolo 4 dei 62 del documento (accompagnato da 4 allegati) si legge che il G7 si impegna a garantire una rete internet “libera, aperta, globale, interoperabile, affidabile e sicura”, impedendo la frammentazione, che mina le funzioni globali di internet, ed esprimendo preoccupazione per ogni tentativo di sovvertire questo ordine. Un messaggio diretto alla Cina, pur non menzionandola, che da tempo con Russia e alcuni paesi arabi e africani vuole proporre un modello di internet frammentato e più facilmente controllabile dai governi. Una dichiarazione che fa il paio con l’impegno a investire sui cavi sottomarini nell’Artico e nel Pacifico, come anticipato da Wired. Bypassando, nel caso delle infrastrutture nei mari del Nord, la Russia. “La rotta artica ci sembra la più realizzabile”, ha detto il ministro per le Imprese e il made in Italia, Adolfo Urso.

Butti vuole proporre un incontro informale ad aprile in seno alla Consiglio europeo per iniziare a gettare le fondamenta di un regolamento europeo sulle telecomunicazioni che sostenga gli sviluppi necessari ad avere reti al passo con la potenza di calcolo dei sistemi di intelligenza artificiale. Altro tema da portare in Europa è Gaia-X, il progetto nato per creare uno standard e un ambiente sicuro di condivisione di dati e mai decollato. Sia perché minato dalla stessa Commissione europea, che ha abbandonato il programma dopo l’ingresso di operatori cinesi perché considerati sgraditi a Bruxelles, sia perché rimasto bloccato nella definizione di una serie di standard che, almeno in Italia non sono arrivati ai beneficiari ultimi, ossia le imprese. “Le aspettative sono andate incontro a una sorta di fallimento – la linea di Butti -. L’obiettivo è riproporlo dal punto di vista tecnologico”.

Il G7 costituirà anche un gruppo di lavoro sui chip, sugli sviluppi della ricerca e le necessità industriali. L’Italia si è impegnata a costituire questa rete. Obiettivo: non farsi trovare impreparati da eventuali colli di bottiglia nella produzione e sostenere investimenti nei paesi “amici”. Sarà anche sviluppato un centro di sviluppo dell’AI dedicato alle economie emergenti. Un progetto con cui il G7 cerca di fare concorrenza alla Cina nella diffusione dei suoi modelli e dei suoi investimenti del settore.

Il disegno di legge sull’AI

Nelle prossime due settimane il governo intende mettere nero su bianco un disegno di legge sull’intelligenza artificiale. L’approvazione dell’AI Act, il regolamento europeo che fissa la prima legge mondiale complessiva sul tema, impone a Roma di tenersi dentro l’alveo del provvedimento comunitario. E quindi sono difesa, sicurezza (esclusi dalla norma Ue) e golden power (il potere del governo di intervenire su fusioni e acquisizioni, se riguardano materie di interesse nazionale) i temi su cui il governo potrà formulare una sua risposta. Butti ha spiegato che sicurezza e golden power entrano già nel disegno di legge sulla cybersecurity in discussione. Ma, ha aggiunto in risposta a una domanda di Wired,in questi ultimi giorni andremo ad affinare anche giuridicamente come definire il golden power sull’AI, ma dobbiamo riferirci all’AI Act e, con questo disegno di legge dedicato, consentire al sistema industriale di adeguarsi”.

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