giovedì, Giugno 20, 2024

Call center, ci sono nuove regole contro quelli molesti

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Il Garante della privacy ha annunciato la piena attivazione del codice di condotta per le agenzie che si occupano di telemarketing, cioè dei responsabili delle chiamate moleste e indesiderate che si ricevono spesso dai call center. L’ultimo passaggio del processo cominciato quasi un anno fa riguardava l’accreditamento dell’organismo di monitoraggio che verificherà il rispetto delle regole.

La realizzazione del codice di condotta è cominciata il 26 luglio 2023, con l’obiettivo di contrastare il telemarketing illegale e aggressivo e favorire l’adesione dei consumatori unicamente a contratti rispettosi della normativa vigente. In base alle nuove norme, gli operatori di comunicazioni elettroniche e i partner commerciali che svolgono attività di call center dovranno adottare misure specifiche per garantire la legittimità e la correttezza dei dati trattati lungo tutta la filiera del telemarketing.

In particolare dovranno raccogliere consensi per le singole finalità, dal marketing alla profilazione, informare in maniera precisa le persone contattate sull’uso dei loro dati, assicurando il pieno esercizio dei diritti di opposizione al trattamento, rettifica o aggiornamento e effettuare valutazioni dell’impatto in caso svolgano trattamenti automatizzati. Inoltre, le società avranno l’obbligo di iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione, di garantire la trasparenza dei contratti conclusi telefonicamente, di permettere al cliente di essere richiamati e, sopratutto, il divieto di modificare i numeri da cui chiamano.

L’ultimo tassello che mancava per rendere il codice operativo era l’accreditamento da parte del Garante dell’organismo di monitoraggio, proposto da associazioni di committenti, call center, teleseller, list provider e associazioni dei consumatori, che l’Autorità ha dato a marzo 2024, ritenendo i membri dell’organismo come in possesso di un adeguato livello di competenza, indipendenza e imparzialità. Contestualmente, il Garante ha anche attivato le penali per chi stipula contratti senza aver ricevuto il consenso al trattamento dei dati.

Le critiche

Sulla carta sembra quindi che il sistema sia pronto per funzionare e bloccare le molte violazioni in atto, ma l’Associazione nazionale dei consumatori non è dello stesso parere. I codici di condotta sono superflui per i call center che già rispettano le regole, mentre non servono a niente per chi le viola sistematicamente, fa telefonate moleste e aggressive e cerca di stipulare servizi non richiesti contando sull’impunità”, ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’Unione.

Per questo il nuovo codice sarebbe un’inutile foglia di fico. Non è il primo codice, già in passato ne sono stati approvati altri, ma si sono sempre dimostrati irrilevanti. Urge una modifica della legge che preveda indennizzi automatici per i consumatori tormentati al telefono, nonostante siano iscritti al Registro delle opposizioni, che tale pratica sia considerata scorretta e sanzionabile dall’Antitrust, così da raddoppiare controlli e sanzioni”, ha concluso Dona.

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