venerdì, Giugno 21, 2024

Usa e Regno Unito hanno sanzionato la cybergang cinese APT31

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Il governo cinese finisce nel mirino di Stati Uniti e Regno Unito. Negli ultimi giorni i funzionari dei due paesi hanno accusato Pechino di essere responsabile di una massiccia campagna di cyberspionaggio che, negli ultimi 10 anni, ha colpito milioni di persone – tra cui accademici, giornalisti e legislatori -. Più nel dettaglio, sembrerebbe che nel corso degli ultimi anni il gruppo di cybercriminali denominato “Advanced Persistent Threat 31” (APT31), identificato come un braccio del Ministero della sicurezza di stato cinese, abbia colpito senatori americani, parlamentari britannici e funzionari governativi di tutto il mondo che hanno criticato duramente Pechino. Ma non è tutto.

A finire nel mirino di questi criminali informatici, infatti, sarebbero stati anche appaltatori della difesa, fornitori di apparecchiature di telefonia mobile 5G e un vasto numero di società statunitensi attive nei settori dell’energia e dell’abbigliamento. Insomma, una campagna di violazioni assolutamente ampia, volta a “reprimere i critici del regime cinese, compromettere le istituzioni governative e rubare segreti commerciali”, secondo quanto affermato dal vice procuratore generale degli Stati Uniti Lisa Monaco. In seguito alle accuse dei funzionari, i governi di Stati Uniti e Regno Unito hanno imposto pesanti sanzioni a un’azienda cinese che ritenevano essere collegata alla cybergang APT31. E hanno messo sotto accusa sette persone identificate come presunti criminali del gruppo.

Di tutta risposta, proprio oggi la Cina ha chiesto esplicitamente ai governi dei due paesi di cessare di politicizzare la questione della sicurezza informatica, denigrare la Cina e imporre sanzioni unilaterali al paese. “Per gli Stati Uniti e il Regno Unito si tratta di una pura manovra politica, che consiste nel rinfacciare i cosiddetti cyberattacchi condotti dalla Cina e nel sanzionare individui ed entità cinesi”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian durante un regolare briefing con la stampa. “La Cina è fortemente insoddisfatta e si oppone fermamente”. In più, come se non bastasse, l’ambasciata cinese a Londra ha definito le accuse “calunnie completamente inventate e maliziose“. Sembra abbastanza evidente, quindi, che il governo di Pechino sia in grossa difficoltà. E chissà quando riuscirà a uscire da questa situazione.

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