venerdì, Giugno 14, 2024

Baltimora, le strampalate teorie del complotto sul crollo del ponte

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Uno dei primi a definire il crollo del ponte di Baltimora in questi termini è stato Michael Flynn, ex consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, poi caduto in disgrazia : “Questo è un cigno nero – ha scritto Flynn su X –. In America ci sono capitanerie di porto in ogni punto di transito, che hanno il compito di garantire la sicurezza della navigazione […] iniziate da lì“. Il suo post è stato visualizzato circa 7 milioni di volte.

Anche l’influencer misogino Andrew Tate, accusato in Romania di stupro e traffico di esseri umani, ha commentato il disastro su X: “Niente è al sicuro. Il cigno nero è imminente”, ha scritto, raccogliendo circa 19 milioni di visualizzazioni.

Il termine “cigno nero” è andato immediatamente in tendenza su X, spingendo complottisti, estremisti e politici della destra americana a proporre le proprie teorie su cosa o chi abbia scatenato la catastrofe.

In particolare, un post che sostiene un presunto collegamento tra il crollo del ponte e il film Il mondo dietro di te è stato visualizzato più di un milioni di volte. A insospettire l’utente in questione è stata la destinazione della nave che si è schiantata contro il Francis Scott Key Bridge, lo Sri Lanka: il leone presente sulla bandiera del paese richiamerebbe infatti l’imbarcazione che si vede all’inizio del film, la White Lion. Il post si è premurato anche di sottolineare che la pellicola è stata prodotta da Obama.

Le bizzarre ipotesi della destra americana

In un altro commento sul social di Elon Musk, Anthony Sabatini, ex membro della Camera dei rappresentanti della Florida, ha dichiarato – ovviamente senza fornire alcuna prova – che la colpa dell’incidente era della “Dei, l’acronimo con cui vengono indicate le politiche aziendali che promuovono la diversity, l’equità e l’inclusione sul posto di lavoro.

Ma Sabatini non è stato l’unico politico ad aver spinto l’ipotesi del complotto : “Si tratta di un attacco intenzionale o di un incidente?”, si è chiesta su X la deputata estremista del Partito repubblicano Marjorie Taylor Greene, condividendo un video diffuso da un noto sostenitore di Qanon, una delle teorie cospirazioniste più popolari tra la destra americana.

Nelle precedenti versioni di X speculazioni del genere avrebbero avuto poco seguito, in quanto l’algoritmo della piattaforma avrebbe privilegiato solo le fonti attendibili. Ma sotto la guida di Elon Musk, chiunque sia disposto a pagare per un ottenere la spunta blu (che nell’ex Twitter era riservata ai profili verificati) può fare in modo che i propri post vengano promossi artificialmente dall’algoritmo. È il motivo per cui i complotti come questi finiscono nei feed di milioni di persone.

Su Telegram, un noto complottista ha scritto che dal momento che il ponte di Baltimore era intitolato a Francis Scott Key, autore dell’inno americano (Star Spangled Banner), il crollo era un tentativo di indebolire gli Stati Uniti. “Non lasciate che cancellino la nostra storia“, si legge nel post.

Anche se gli investigatori stanno ancora cercando di determinare le cause dell’incidente, William DelBagno, l’agente speciale dell’Fbi che sta seguendo il caso, ha dichiarato martedì che non ci sono indicazioni che portino a pensare a un atto di terrorismo.

Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.

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