lunedì, Aprile 22, 2024

Daniel Kahneman, lo psicologo che ha smascherato i nostri pregiudizi in economia

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Lo psicologo Daniel Kahneman, vincitore del premio Nobel per l’economia nel 2002, è morto mercoledì 27 marzo, all’età di 90 anni. Kahneman, noto al grande pubblico per i suoi studi sull’economia comportamentale, ha avanzato la teoria che spiega come il nostro cervello tende a prendere scorciatoie mentali (euristiche) per giungere a conclusioni rapide e comode. Questo processo può portare a errori noti come bias cognitivi, che influenzano i nostri giudizi e possono creare pregiudizi anche su situazioni mai incontrate prima. Il suo lavoro ha contribuito a scalfire il mito della razionalità olimpica dell’homo economicus, il modello con cui la teoria economica descriveva le scelte dei consumatori. Tra le opere più interessanti di Daniel Kahneman su questo tema non si può non menzionare il best seller Pensieri lenti e veloci, in cui lo psicologo spiega le dinamiche cognitive che influenzano le nostre scelte quotidiane.

La vita e gli studi

Nato nel 1934, trascorse i primi anni della sua vita in Francia. A causa delle sue origini ebree, fu costretto a vivere da fuggiasco durante l’occupazione nazista, prima di trasferirsi nel 1948 a Tel Aviv, sua città natale. Un incontro fondamentale fu quello con Amos Tversky, che diventò suo partner scientifico e amico per tutta la vita, come raccontato nel interessante saggio “Un’amicizia da Nobel” di Michael Lewis. Le due personalità complementari funzionavano bene anche per quanto riguarda i loro interessi di lavoro. Mentre Kahneman era interessato alle prove empiriche, Tversky era più incline alla modellizzazione matematica.

La loro collaborazione portò così all’elaborazione della teoria del prospetto nel 1979, il risultato scientifico più importante della loro carriera e che gli valse il Nobel, anche se Tversky non lo ricevette data la sua morte prematura. La teoria rappresenta un’alternativa alla teoria dell’utilità della economia neoclassica formulata da John von Neumann e Oskar Morgenstern, segnando l’inizio della seconda fase dell’economia comportamentale, dopo quella avviata da Herbert Simon negli anni Cinquanta, anch’egli psicologo e premio Nobel per l’Economia. Nel 2013, Kahneman è stato insignito della medaglia presidenziale della libertà da Barack Obama, la più alta onorificenza civile degli Stati Uniti.

Nel mondo tech

Le sue ricerche sulle euristiche e sui bias hanno suscitato interesse sia nel contesto politico che in quello delle aziende tecnologiche e digitali. Queste ultime avevano riconosciuto l’importanza delle ricerche del professore e la loro applicabilità alle nuove strategie delle tecnologie digitali. Nel 2007, durante un seguitissimo seminario tenutosi a Napa Valley, in California, Kahneman spiegò gli automatismi mentali che influenzano le decisioni delle persone in maniera inconscia ad una platea composta dai principali amministratori delegati delle big tech americane, personaggi del calibro di Jeff Bezos, Elon Musk, Larry Page e Sergey Brin. Successivamente, insieme ai colleghi Richard Thaler e Cass Sunstein, Kahneman ha promosso lo sviluppo delle politiche pubbliche comportamentali attraverso la teoria del “nudge”. Gli automatismi mentali studiati e identificati da Kahneman hanno contribuito a sviluppare la teoria dei suoi colleghi secondo cui sostegni positivi e suggerimenti possono influenzare la decisione di gruppi e individui, almeno con la stessa efficacia delle coercizioni. Da questa esperienza è nato Rumore. Un difetto del ragionamento umano, il suo ultimo libro, che approfondisce il concetto di variabilità indesiderata nelle decisioni e suggerisce modi per migliorare la precisione decisionale.

I libri

I libri consigliati per approcciarsi al lavoro di Kahneman sono:

  1. Pensieri lenti e veloci di Daniel Kahneman e Amos Tversky;
  2. Un’amicizia da Nobel di Michael Lewis;
  3. Rumore di di Daniel Kahneman, Olivier Sibony e Cass R. Sunstein.
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