lunedì, Giugno 24, 2024

Tom Ripley da Wim Wenders a Anthony Minghella, un viaggio tra le epoche del cinema

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Tom Ripley è considerato uno degli anti-eroi più affascinanti della narrativa moderna. Prende vita nel 1955 attraverso la penna affilata di Patricia Highsmith, scrittrice statunitense, che, fuggendo dal provincialismo americano, viaggiò per l’Europa e si stabilì a Positano. Lì, a metà anni ‘50, delineò il personaggio carismatico e ambiguo protagonista di una serie di successo, che include cinque romanzi: Il talento di Mr. Ripley, Il sepolto vivo, L’amico americano, Il ragazzo di Tom Ripley e Ripley sott’acqua. La storia orbita attorno alla figura plumbea di Tom Ripley, un truffatore che riesce a ottenere un viaggio in Italia dall’uomo d’affari Richard Greenleaf, con la missione di convincere il figlio di Greenleaf, Dickie, a tornare a casa negli Stati Uniti. Tom, una volta raggiunto Dickie in Italia, si innamora di lui, lo uccide e ne assume l’identità. Secondo l’autrice Monica Nolan, per Highsmith amore e omicidio sono sempre stati, e saranno sempre, inestricabilmente intrecciati. Questo è evidente leggendo Patricia Highsmith, maestra nel creare tensione e suspense, con una capacità eccezionale nell’esplorare le menti dei suoi personaggi, indagandone le ossessioni, le ansie e gli abissi. Ripley è il nucleo della visione artistica di Highsmith, una figura priva di morale, che non conosce pentimento, sedotta dal male, e che alla fine lo porta alla rovina.

Tom Ripley e l’universo letterario di Patricia Highsmith

Attraverso la sua narrativa, Highsmith affronta argomenti come l’alienazione, l’identità e la sessualità, sfidando spesso le norme sociali del suo tempo. Con un approccio alla scrittura profondamente personale e intenso, Highsmith descriveva il suo processo creativo come un’esperienza quasi fuori dal corpo, che non aveva nulla a che fare con la convenzione o il moralismo. La sua firma sul genere del thriller psicologico è indiscutibile, con un’eredità di 22 romanzi e storie brevi, che hanno lasciato un’impronta indelebile nella letteratura moderna. Non a caso Alfred Hitchcock fu attratto dal suo stile, precursore nell’adattare per il grande schermo una delle sue opere, il suo romanzo d’esordio, Sconosciuti in treno. Terrence Rafferty, scrivendo per il New Yorker, ha definito il suo stile narrativo crudo e implacabile eppure, il terrore nel suo universo deriva dalla sua ordinarietà, da un male onnipresente che si insinua nella quotidianità. Durante gli anni ’50, un’epoca segnata da un’omofobia radicata, Highsmith scrisse The Price of Salt (1952), (ripubblicato in seguito con il titolo di Carol) sotto pseudonimo. Riconosciuto come il primo pulp saffico ad avere un lieto fine, ha dovuto aspettare 63 anni prima di essere trasposto sul grande schermo.

La sua eredità letteraria continua a influenzare scrittori e cineasti, e la sua indagine sul lato oscuro della natura umana rimane un punto di riferimento nel genere del thriller psicologico. L’innovativa complessità delle trame di Highsmith, la sua maestria nel tessere tensione e ambiguità morale nei suoi personaggi, e il suo virtuosismo nella creazione di suspense hanno costantemente sedotto i cineasti. Il lavoro di Patricia Highsmith ha influenzato registi del calibro di Wim Wenders, Anthony Minghella, Alfred Hitchcock e Liliana Cavani e la sua opera più celebre, la serie di romanzi incentrati sul personaggio di Tom Ripley, ha dato vita a numerosi adattamenti e trasposizioni televisive e cinematografiche.

Da Wim Wenders a Anthony Minghella

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