lunedì, Giugno 17, 2024

Prospettiva Terra, cosa ci hanno detto i 300 alberi con i sensori di Milano

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Qualche mese fa vi abbiamo parlato del progetto Prospettiva Terra nato da un’idea di Stefano Mancuso, direttore del Laboratorio internazionale di Neurobiologia Vegetale e prolifico divulgatore di libri best seller come “L’incredibile viaggio delle piante” e Marco Girelli, CEO di Omnicom Group. Un progetto non profit che mira a trovare soluzioni tecnologiche per affrontare il gigantesco problema del riscaldamento globale coinvolgendo aziende e istituzioni.

I sensori che “leggono” gli alberi

Il primo progetto di ricerca e intervento di Prospettiva Terra è partito a novembre a Milano con la collaborazione di BAM -Biblioteca degli Alberi di Milano – con l’installazione di 300 sensori IoT su altrettanti alberi del parco sotto il Bosco Verticale. I sensori, sviluppati dallo stesso Mancuso e PNAT, spin-off dell’Università di Firenze che si occupa di soluzioni tecnologiche innovative ispirate al modello vegetale, sono stati sviluppati per dare voce agli alberi, grazie all’adozione di un network di monitoraggio ambientale che è servito a quantificare i benefici del verde in ambiente urbano, in particolare dati dello stoccaggio di CO2, della rimozione delle polveri sottili e (per la prima volta) della stabilità degli alberi.

La valutazione della stabilità è normalmente fatta tramite VTA (Visual Tree Assessment), una valutazione dispendiosa in termini di tempo e danaro. I sensori sviluppati da PNAT, invece, sono in grado di rilevare le frequenze di oscillazione della pianta nel tempo e di fornire preventivamente dati utili per valutare il rischio di caduta o instabilità, rendendo più efficiente la gestione degli alberi urbani, a vantaggio soprattutto della pubblica amministrazione.

I risultati del monitoraggio

Dalle prime rilevazioni risulta che gli alberi di BAM, monitorati dall’inizio del progetto, hanno stoccato 101 tonnellate di CO2 mentre, solo nei primi 3 giorni di aprile, hanno rimosso 570 g di sostanze nocive e si stima arriveranno a 71 kg in un anno.  Il miglioramento della qualità dell’aria, generato dagli alberi del parco, può raggiungere picchi del 25-30% rispetto ad un’area non alberata. Dettagli che aiutano meglio a comprendere il lavoro fondamentale che le piante svolgono per mitigare il micro-clima urbano, migliorare la qualità dell’aria e contrastare il cambiamento climatico. Anche in funzione economica, visto che gli alberi monitorati hanno generato un beneficio quantificato in 5013 euro.

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