venerdì, Giugno 21, 2024

Intelligenza artificiale, il progetto di aprire spazi di prova in Italia

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Per ora c’è il nome: spazi di prova dell’intelligenza artificiale. E l’obiettivo: creare un collegamento tra chi sviluppa sistemi di AI e chi li usa, o la vuole usare, e valutare l’impatto di questi sistemi. A cominciare dal mondo dell’università e della ricerca da un lato, e quello delle imprese e degli enti pubblici dall’altro. Il resto è in fase di costruzione, dentro l’Agenzia per l’Italia digitale (Agid), l’ente preposto alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, e che in tandem con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn), nei piani del governo, avrà la supervisione delle regole sull’AI.

A menzionare questi spazi di prova è stato proprio il direttore di Agid, Mario Nobile, nel corso dell’AI Forum che l’Associazione italiana per l’intelligenza artificiale (Aixia) e The Innovation group hanno organizzato in Borsa italiana il 4 aprile. “Vogliamo avviare degli spazi di prova. Partendo dal lato della pubblica amministrazione, la nostra proiezione è di montare spazi di prova dove diversi soggetti fanno sperimentazione”, ha detto Nobile.

Che cosa sappiamo

Per il momento c’è il concetto. E poco altro. Per esempio, cosa questi spazi di prova non saranno. A dispetto del nome, non saranno una alternativa ai sandbox previsti dall’AI Act, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. I sandbox previsti dal pacchetto di norme, almeno uno per ogni Stato dell’Unione, sono gli ambienti di test dove si potranno sperimentare applicazioni di AI in deroga alle regole. Il sandbox, una prassi in tema di regole dell’innovazione, è un perimetro che consente di fare test di nuovi sviluppi tecnologici senza che sia già stato costruito l’impianto di norme per regolarli.

Gli spazi di prova nascono come un tassello aggiuntivo, stando alle prime informazioni sul progetto, e sono una ricaduta della strategia nazionale, in corso di approvazione. L’idea è di coinvolgere università e centri di ricerca per creare uno spazio, che potrebbe avere la forma di una piattaforma online, dove si censiscono i vari progetti di AI in fase di sviluppo in Italia, si segmenta l’offerta in base ai settori a cui si rivolge e si mettono alla prova i modelli, per valutarne l’impatto su aziende e pubblica amministrazione. Per passare dalle parole ai fatti, si stanno valutando varie strade: da hackaton a una piattaforma online. A quanto apprende Wired, l’Agenzia per l’agenda digitale intende consegnare una piano di attuazione con tempi, scadenze e modalità per istituire gli spazi di prova.

La strategia nazionale

Gli spazi di prova dovranno servire anche per concretizzare gli obiettivi della strategia nazionale sull’AI. Wired ha potuto visionare il rapporto di sintesi, che elenca dieci proposte nei campi della ricerca scientifica, della pubblica amministrazione, della formazione, delle imprese e delle modalità di attuazione del progetto. Tra queste vi è l’idea di sviluppare almeno tre grandi modelli linguistici (large language model, Llm) per l’addestramento di strumenti di intelligenza artificiale, “focalizzandosi su specifici domini applicativi in cui l’Italia detiene una forte riconoscibilità internazionali [sic!] e un chiaro vantaggio competitivo nella definizione dei dataset di riferimento”, si legge nel documento. Gli spazi di prova potrebbero essere utilizzare per capire quali centrano questi obiettivi. E potrebbero servire anche a sostegno dei “facilitatori per l’AI nelle piccole e medie imprese” e della “rete di laboratori per lo sviluppo di applicazioni in contesti industriali”.

La stessa Agid deve trovare sistemi di AI da promuovere per la pubblica amministrazione. Nel suo piano triennale l’agenzia ha scritto che entro il 2025 vuole raggiungere quota 150 progetti di intelligenza artificiale negli enti pubblici, da portare a 400 nei 12 mesi successivi. Alla voce appalti e acquisti si legge che nel 2025 l’obiettivo è di 100 procedure per acquistare servizi di AI, che nel 2026 devono aumentare fino a 300. Mentre nel campo delle applicazioni, i traguardi da raggiungere nel 2025 e nel 2026 sono rispettivamente di 50 e 100 progetti di sviluppo avviati. Una macchina complessa. A cui ora, con gli spazi di prova, si aggiunge un altro ingranaggio da far funzionare.

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