lunedì, Maggio 27, 2024

Robert Fico, cosa sappiamo dell'attentato

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Il premier della Slovacchia, Robert Fico, è stato ferito da quattro colpi di arma da fuoco vicino a Bratislava. Il primo ministro slovacco è stato raggiunto dai colpi fuori da un centro culturale nella città di Handlova, dove era in corso un vertice di governo. Fico è stato trasportato d’urgenza in ospedale, mentre il presunto aggressore è stato fermato da agenti di polizia. Non ci sono ancora informazioni sulle condizioni di salute del politico.

Secondo le prime ricostruzioni, Robert Fico è stato colpito al braccio e allo stomaco. Il vicepresidente del Parlamento slovacco, Lubos Blaha, ha dato notizia dell’incidente durante una riunione, che è stata sospesa. Dalle prime ricostruzioni pare che l’attentatore abbia richiamato l’attenzione del politico, chiamandolo per nome mentre usciva tra la gente dopo la riunione di gabinetto del suo esecutivo, e a quel punto abbia esploso i colpi di pistola.

Chi è Robert Fico

Robert Fico, 59 anni, è stato premier della Slovacchia già tre volte. Dopo aver fatto parte del Partito comunista slovacco negli anni della dissoluzione dell’ex Unione sovietica e, poi, del Partito della sinistra democratica (Sdl), con la fondazione dello Smer e le sue prime esperienze da premier, Fico si è inizialmente mostrato un fervente europeista. È sotto la sua guida che Bratislava ha adottato l’euro. L’inizio del suo primo mandato risale al 2006.

Dopo quattro anni al governo, dal 2010 al 2012 è rimasto seduto ai banchi dell’opposizione, per poi tornare a vincere alle urne e governare ininterrottamente fino al 2018, anno dell’omicidio del giornalista Jan Kuciak e della sua compagna Martina Kusnirova. Kuciak stava indagando su alcune presunte truffe ed episodi di corruzione nell’ambito della concessione di fondi europei a Bratislava. La ricerca del giornalista aveva fatto emergere rapporti tra alcuni fedeli di Fico e la ‘ndrangheta. La notizia dell’assassinio ha scatenato importanti proteste nel paese che hanno costretto Fico a dimettersi. Lo scorso anno il leader di Smer è tornato premier con un programma filorusso gradito all’Ungheria di Viktor Orbán, da sempre aperto nei confronti del Cremlino.

Nelle elezioni parlamentari del 30 settembre scorso in Slovacchia, Robert Fico ha trionfato con il suo partito Smer, orientato sul posizioni filo-russe e nazionaliste, ottenendo il 22,9% dei voti. Si prevede che lo Smer possa formare un governo coalizzato con il partito socialdemocratico Hlas, guidato dall’ex presidente Peter Pellegrini, che ha ottenuto il 15% dei voti. Durante la campagna elettorale, Fico ha espresso posizioni contrarie all’ingresso dell’Ucraina nella Nato e alle sanzioni europee contro la Russia. Ha sottolineato l’importanza di concentrarsi sulla ricostruzione nazionale e sulla promozione della pace, pur rifiutando l’invio di armi a Kyiv. Fico ha anche parlato di chiudere i confini ai migranti e ed espresso critiche contro la comunità lgbtqia+.

Queste posizioni, benché coerenti con l’orientamento pro-russo dello Smer, rappresentano un cambiamento significativo rispetto alla politica recente della Slovacchia. Fin dall’inizio dell’invasione russa, il paese ha sostenuto l’Ucraina inviando importanti aiuti militari. Anche se la Slovacchia ha esaurito il suo arsenale inviando a Kyiv aerei e armamenti, la decisione di Fico ha principalmente implicazioni politiche, soprattutto considerando il contesto in cui il sostegno all’Ucraina sembra indebolirsi in diversi paesi.

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