sabato, Giugno 22, 2024

La scienza nei romanzi di Stephen King

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Seppur considerate impure – come per la bigotta madre di Carrie – per lunga parte della storia della nostra civiltà, ma non è detto che sia sempre stato così. Nel libro scopriamo, ad esempio, che uno dei primi calendari al mondo potrebbe essere stato proprio un calendario mestruale. Parliamo di un reperto noto come osso di Ishango, risalente al 25-20,000 a.D., istoriato da tacche che secondo l’etnomatematica Claudia Zaslavsky, potevano essere utilizzate per tenere conto del ciclo, mestruale o forse lunare, entrambi comunque di interesse delle donne, che all’epoca secondo molte teorie si occupavano dell’agricoltura, mentre gli uomini erano impegnati a cacciare.

Le notti di Salem

Scritto nel 1975, “Salem’s Lot” è un altro dei bestseller delle prime fasi della carriera di Stephen King, e anche in questo caso (come moltissimi libri e racconti di King) ha dato origine a diversi, fortunati, adattamenti cinematografici. Il libro racconta le vicende di uno scrittore di successo che torna dopo 25 anni nella sua cittadina natale, Jerusalem’s Lot, sonnacchioso borgo del Maine che un po’ alla volta il protagonista scopre essere stato invaso da una setta di vampiri. Mostri che hanno origine nel folklore europeo, ma che a guardar bene vantano una tradizione radicata anche in quello americano.

Un buon esempio raccontato da Hafdahl e Forence è il “New England Vampire Panic”, un fenomeno venuto alla luce nel 1990 in seguito al ritrovamento accidentale di alcuni antichi cadaveri in una cava di ghiaia a Griswold, nel Connecticut. Archiviato il timore che si trattasse delle vittime di qualche serial killer, le autorità permisero all’archeologo Nick Bellantoni di studiare il macabro luogo di sepoltura, che si scoprì risalire agli inizi del diciannovessimo secolo, e venne così alla luce un particolare curioso: diversi cadaveri sembravano essere stati esumati poco dopo la sepoltura, fatti a pezzi, e re-inumati.

Andando al fondo della vicenda, Bellantoni ha scoperto che nell’area, così come in altre zone del nord-est, a cavallo tra ‘700 e ‘800 a più riprese si diffuse la credenza che la maledizione del vampirismo si stesse diffondendo tra gli abitanti. In realtà, era la tubercolosi, anche detta mal sottile o consunzione, ad aver colpito quei luoghi. Una malattia che porta velocemente al deperimento e poi alla morte, senza cause evidenti, e che spesso in passato nelle comunità contadine è stata scambiata per un male sovrannaturale. Nell’America dei primi dell’800 venne additata come causata da vampiri che si nutrivano dei cittadini, trasformandoli a loro volta in creature della notte, che sarebbero poi tornati a tormentare le proprie famiglie, nutrendosi dei parenti (in realtà contagiati con la tubercolosi) nel sonno. Per questo motivo, decine di persone morte per tubercolosi sono state esumate, decapitate, smembrate e seppellite nuovamente, per prevenire la trasformazione in mostri succhia sangue.

It

Negli anni ‘80 Stephen King ha continuato a sfornare un capolavoro dopo l’altro, dimostrando che il successo del decennio precedente non era assolutamente passeggero. Basta pensare a “Pet Sematary” (“Cimitero vivente” nell’adattamento cinematografico), o “Misery” (da cui è stato tratto l’iconico film “Misery non deve morire”). Se parliamo del più pauroso, però, il primo titolo che viene in mente è certamente“It”, con il suo terrificante clown Pennywise. Un’intera generazione di bambini cresciuti negli anni ‘80 è stata traumatizzata dall’inquietante figura del clown portato sullo schermo nel 1990 da Tim Curry, che osserva i giovani protagonisti dalle caditoie al bordo dei marciapiedi.

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