sabato, Giugno 22, 2024

Apple Music, la Top 100 degli album ha fatto arrabbiare tutti

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Un giorno Apple Music, il servizio di streaming musicale della società di Cupertino, si è svegliato e ha deciso che voleva vedere il mondo bruciare. Per dirla in modo meno drammatico, voleva far arrabbiare nello stesso momento tutti i fan del mondo, di qualsiasi artista, a qualsiasi latitudine del pianeta. In realtà, sulla carta l’obiettivo era forse più neutro: lo scorso 13 maggio, infatti, ha lanciato la 100 Best Albums of All Time, una classifica stilata con l’intento di celebrare “i più grandi dischi della storia”, indipendentemente dal loro risultato numerico o di vendita e soprattutto scelti da un team di esperti che comprendeva, oltre a compositori, produttori e altri professionisti discografici, anche un drappello di cantanti e musicisti tra cui Pharrell Williams, J Balvin, Charli XCX. Nel corso di dieci giorni venivano svelate le varie posizioni, una decina ogni 24 ore, e man mano che la lista prendeva forma montava anche la rabbia di chi voleva vedere il proprio paladino o la propria paladina più in alto o semplicemente riteneva assurdi criteri e risultati.

Il risultato finale è arrivato ieri, 22 maggio, con la pubblicazione delle ultime (anzi, le prime) dieci posizioni. Dopo tanta attesa è stata rivelata la medaglia d’oro, un colpo di scena piuttosto eclatante: al numero uno si è piazzato infatti The Miseducation of Lauryn Hill di Lauryn Hill, con Thriller di Michael Jackson al secondo posto, Abbey Road dei Beatles al terzo, Purple Rain di Prince al quarto. A chiudere la top 5 un’ulteriore sorpresa: Blonde di Frank Ocean, uscito nel 2016. Tutta la classifica è così, con il piazzamento di prestigio di alcuni mostri sacri (Nevermind dei Nirvana alla 9, Highway 61 di Bob Dylan alla 14), la sorpresa di posizioni altissime di successi molto recenti (good kid, m.A.A.d city di Kendrick Lamar alla 7, Back to Black di Amy Winehouse alla 9, 21 di Adele alla 25) e invece altri notissimi in piazzamenti criminalmente infimi (Exile on Main St. dei Rolling Stones alla 53, Like A Prayer di Madonna alla 77, appena un gradino sopra a Goodbye Yellow Brick Road di Elton John). In fondo è il rischio di ogni classifica di questo tipo, a chi tocca nun s’ingrugna, per citare una nota e saggissima conduttrice televisiva italiana.

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