lunedì, Giugno 24, 2024

Cancro, cellule tumorali più visibili grazie ad un rivoluzionario colorante luminescente

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Un gruppo di scienziati della University of Oxford, insieme ai colleghi della biotech californiana ImaginAb, ha appena messo a punto una sostanza fluorescente in grado di “attaccarsi” alle cellule del cancro e renderle così molto più visibili – addirittura visibili a occhio nudo – per semplificare il lavoro dei chirurghi oncologici: in questo modo, infatti, potrebbe essere molto più semplice, sicuro ed efficace eradicare tutte le cellule malate, riducendo così il rischio di recidive e prevenendo alcuni degli effetti collaterali della malattia e delle terapie. La scoperta, resa possibile grazie al finanziamento di Cancer Research Uk, è stata pubblicata sulla rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging.

Un “evidenziatore” contro il cancro

“Con questa sostanza – ha commentato al Guardian Freddie Hamdy, professore di chirurgia a Oxford e primo autore dello studio – stiamo dando al chirurgo un ‘secondo paio di occhi’ che gli consentono di vedere direttamente dove si trovano le cellule tumorali e come si sono diffuse. La nostra tecnica potrebbe permettere di eliminare del tutto il cancro, comprese le cellule che si sono diffuse dal tumore primario e che potrebbero causare, più tardi, delle recidive”. La tecnica prevede di usare un colorante in combinazione con una molecola, chiamata IR800-IAB2M, che ha la proprietà di “riconoscere” una proteina presente sulla superficie delle cellule tumorali – nel caso in questione quelle del cancro della prostata.

Risultati “più che soddisfacenti”

Per il loro studio, che è il primo di questo genere, gli scienziati hanno iniettato la sostanza a 23 uomini in procinto di operarsi per la rimozione, per l’appunto, di un cancro della prostata: il colorante si è effettivamente attaccato alle cellule tumorali e ha reso visibili anche quelle che si erano diffuse in altri tessuti, tra cui pelvi e linfonodi. I risultati, insomma, sono più che soddisfacenti: “È la prima volta – continua Hamdy – che riusciamo a vedere dettagli così microscopici in tempo reale durante un intervento chirurgico. Tra l’altro questa tecnica permette di preservare il più possibile le cellule e i tessuti sani e ridurre in questo modo gli effetti collaterali dell’intervento, che nel caso del cancro della prostata sono l’incontinenza e la disfunzione erettile”.

Non solo la prostata

Sulla scorta di risultati così incoraggianti, gli scienziati vogliono ora provare ad adattare la tecnica per altri tipi di cancro, sostituendo la molecola che si attacca alle cellule malate. Prima di passare alla fase clinica vera e propria saranno necessari altri studi su gruppi più ampi di pazienti, ma gli esperti sono estremamente ottimisti: “Il sistema combinato di colorante e marcatore – conclude Iain Foulkes, direttore esecutivo di ricerca e innovazione a Cancer Research Uk – potrebbe trasformare radicalmente la chirurgia oncologica nel prossimo futuro, offrendo ai pazienti una vita più lunga, sana e libera dalla malattia”.

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