lunedì, Giugno 24, 2024

Gaza, il Consiglio di sicurezza Onu ha approvato il cessate il fuoco

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Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite lunedì 10 giugno ha votato a favore di una risoluzione degli Stati Uniti che sostiene un piano di cessate il fuoco per la guerra a Gaza. La proposta stabilisce le condizioni per un “cessate il fuoco pieno e completo”, il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti da Hamas, la restituzione dei resti degli ostaggi morti e lo scambio di prigionieri palestinesi. Quattordici dei quindici membri del Consiglio di sicurezza hanno votato a favore della risoluzione, mentre la Russia si è astenuta.

Cosa dichiara la risoluzione

La risoluzione afferma che Israele ha accettato una proposta di cessate il fuoco ed esorta Hamas ad accettarla: questo significa che il Consiglio di sicurezza si unisce a numerosi governi, nonché ai Paesi del G7, nel sostegno al piano in tre parti presentato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden in una dichiarazione televisiva il 31 maggio scorso.

La proposta presentata da Israele agli Stati Uniti e ai mediatori Qatar ed Egitto – secondo quanto riferito, più lunga della sintesi presentata da Biden – non è stata resa pubblica e non è chiaro se si discosti da quella presentata dal presidente americano. Il piano è stato approvato dal gabinetto di guerra israeliano, composto da tre membri, e non è stato divulgato all’intero governo. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu non si è espresso pubblicamente sul piano di Biden.

Trattative in corso

La risoluzione è stata approvata poco dopo che il segretario di Stato americano Antony Blinken ha incontrato vari leader stranieri, tra cui Netanyahu, nel tentativo di costruire un sostegno all’accordo per il cessate il fuoco. Poche ore prima del voto dell’Onu, Blinken ha dichiarato che il suo messaggio ai leader della regione era: “Se volete un cessate il fuoco, fate pressione su Hamas affinché dica sì”.

Hamas ha già detto di appoggiare alcune parti del piano e lunedì 10 giugno ha rilasciato una dichiarazione in cui “accoglie con favore” la risoluzione Onu, sottolineando però anche la sua richiesta di un cessate il fuoco permanente a Gaza, il ritiro completo di Israele dalla Striscia e lo scambio di prigionieri palestinesi. Il gruppo militante si sarebbe detto pronto a collaborare con i mediatori e ad avviare “negoziati indiretti”.

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