domenica, Luglio 14, 2024

A Torino il primo processo per smog in Italia

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La giornata di oggi 18 giugno 2024 segna l’inizio di un processo storico a Torino, dove ex amministratori comunali e regionali sono accusati di non aver adottato misure efficaci per ridurre l’inquinamento atmosferico, causando oltre mille morti premature e numerosi ricoveri ospedalieri, secondo i consulenti tecnici della Procura della Repubblica. I magistrati Vincenzo Pacileo e Gianfranco Colace contestano agli imputati la violazione dei limiti di concentrazione degli inquinanti stabiliti dalla legge. Questa mattina si è tenuta l’udienza pre-dibattimentale.

La storia del processo

Il procedimento nasce dall’esposto presentato nel 2017 da Roberto Mezzalama, presidente del comitato Torino Respira. Mezzalama aveva avviato l’azione legale contro gli ex sindaci Chiara Appendino e Piero Fassino, e l’ex presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino. Anche gli assessori Alberto Unia, Stefania Giannuzzi, Enzo Lavolta, Matteo Marnati e Alberto Valmaggia sono coinvolti nel processo. “Le informazioni sull’inquinamento e i suoi effetti mortali erano già disponibili sui siti del Comune e della Regione“, ha detto Mezzalama.

La correlazione tra inquinamento e problemi di salute ha spinto Mezzalama a fondare Torino Respira, per combattere l’indifferenza degli amministratori locali verso questa grave problematica: secondo il presidente del comitato, le azioni intraprese dagli amministratori sono state insufficienti, nonostante l’oggettiva difficoltà geografica della città. Quello appena iniziato è infatti il primo processo di questo tipo in Italia, perché degli amministratori saranno giudicati a livello penale per il reato di inquinamento ambientale colposo, introdotto nel 2015, come parte di un pacchetto di nuove violazioni contro l’ambiente come ‘inquinamento ambientale e disastro ambientale, traffico e abbandono di materiali ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica e ispezione di fondali marini.

Si va in aula

L’avvocato Marino Careglio rappresenta Torino Respira in tribunale, cercando di fornire un contributo scientifico e giuridico alla causa. “Se il tribunale deciderà di proseguire il processo, si aprirà un confronto cruciale tra accusa e difesa, con esperti autorevoli di entrambe le parti“, ha detto Careglio. Questo processo potrebbe rappresentare un elemento di riflessione importante per gli attuali e futuri amministratori pubblici e un precedente per la gestione dell’inquinamento atmosferico.

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