domenica, Luglio 14, 2024

Borsa italiana, il primo sciopero nella storia

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La Borsa di Milano dovrà fare i conti con il primo sciopero della sua storia, indetto da parte dei sindacati del settore bancario italiano, i quali lunedì 17 giugno hanno accusato il proprietario della borsa, la società francese Euronext, di un “disinvestimento costante, sistematico e complessivo dall’Italia” e hanno dichiarato di temere tagli ai posti di lavoro. I sindacati First Cisl e Fisac Cgil, ovvero le sezioni bancarie delle due grandi confederazioni sindacali italiane, così come il sindacato dei lavoratori bancari Fabi, hanno programmato lo sciopero per le ultime due ore lavorative del 27 giugno, seguito da altre forme di proteste dei lavoratori nei giorni successivi.

Lo scontro sindacale

I sindacati hanno espresso i loro timori riguardo alle mosse di Euronext, che potrebbero portare alla perdita di centralità per il mercato italiano, e hanno chiesto un aumento salariale compreso tra i quattrocento e i seicento euro. Lo sciopero indetto dalle sigle sindacali dovrebbe in qualche modo danneggiare il normale flusso del trading. “Euronext e il gruppo Borsa italiana lavorano costruttivamente con i rappresentanti sindacali per raggiungere gli obiettivi di crescita delle aziende italiane e del gruppo“, ha risposto l’azienda in una nota.

L’operatore di borsa ha affermato di aver creato nell’ultimo anno più di cento posti di lavoro in Italia e di aver investito molto nella formazione e nei bonus dei lavoratori, aggiungendo di voler instaurare un “dialogo costruttivo” con i sindacati. I sindacati hanno invece dichiarato di essere preoccupati per i trasferimenti di posti di lavoro all’estero, per l’esito delle trattative salariali in corso e per le ore di lavoro poiché “i turni notturni, nei weekend e nei giorni festivi” sarebbero diventati la norma.

Euronext, che gestisce mercati azionari ad Amsterdam, Bruxelles, Dublino, Lisbona, Milano, Oslo e Parigi, ha completato l’acquisizione della borsa italiana nell’aprile 2021. L’affare, da oltre quattro miliardi di euro, ha trasformato l’Italia in un motore di ricavi chiave per il gruppo. L’acquisizione di Borsa italiana, precedentemente parte del London Stock Exchange Group, è stata una questione politica delicata in Italia, principalmente a causa della sua proprietà della piattaforma Mts, dove vengono scambiati i titoli di stato italiani.

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