domenica, Luglio 14, 2024

Patrioti per l'Europa, qual è la terza forza del Parlamento europeo

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A un mese dalle elezioni europee di giugno, si delineano nuovi scenari politici per il Parlamento europeo. Il nuovo gruppo politico denominato Patrioti per l’Europa ha fatto il suo ingresso ufficiale al Parlamento, posizionandosi come terza forza per numero di membri. Con 84 eurodeputati, ha superato i Conservatori e Riformisti (78) guidati da Giorgia Meloni e Renew Europe (76), lo schieramento di orientamento liberale. L’iniziativa, promossa dal primo ministro ungherese Viktor Orbán, ha visto l’adesione rapida di numerosi partiti nazionalisti europei uscenti da Identità & Democrazia come il Rassemblement National francese e la Lega italiana. La nascita di Patrioti per l’Europa ha di fatto decretato la fine del gruppo Id, che nel giro di pochi giorni ha visto la quasi totalità dei suoi membri migrare verso la nuova formazione.

L’obiettivo di Orbán era quello di creare un unico grande gruppo di partiti nazionalisti europei, che avrebbe contato circa 200 deputati su 720. Tuttavia, il progetto non è riuscito a causa di divergenze e rivalità tra i vari partiti nazionalisti. Come scrive Il Foglio: “L’internazionale dei nazionalisti non si è potuta concretizzare per una ragione molto banale: i nazionalisti si odiano tra loro”. Per questo motivo il primo ministro ungherese ha dovuto ridimensionare il suo piano, escludendo le frange più moderate e quelle più estremiste. Giorgia Meloni e il partito polacco Legge e Giustizia (Pis) hanno mantenuto il loro gruppo nei Conservatori e Riformisti Europei. Mentre Alternative für Deutschland (Afd), partito di estrema destra tedesco che ha ottenuto un grande risultato alle europee, è stato escluso per il veto di Marine Le Pen, anche se non è del tutto escluso che si troverà un accordo per farlo rientrare.

Chi ne fa parte?

Il Rassemblement National è la delegazione più numerosa all’interno dei Patrioti, con 30 eurodeputati, e il suo leader Jordan Bardella, ne sarà il capogruppo. Seguono Fidesz di Orbán con 10 membri, la Lega di Salvini con 8 e Azione dei cittadini insoddisfatti (Ano) il partito nazionalista ceco di Andrej Babiš con 7. Il gruppo include anche il Partito della libertà austriaco (Fpö), lo spagnolo Vox – che non faceva parte di Id – e il Pvv olandese, ciascuno con 6 eurodeputati. Vlaams Belang, il partito separatista fiammingo del Belgio, ha 3 rappresentanti, mentre Chega! del Portogallo ne ha 2. Il Partito popolare danese, Voce della Ragione (Grecia) e Prima la Lettonia hanno un rappresentante ciascuno. Bardella sarà supportato da sei vice-presidenti: Kinga Gál (Fidesz), Roberto Vannacci (Lega), Klára Dostálová (Ano), Sebastiaan Stöteler (Pvv), António Tânger Corrêa (Chega!), Hermann Tertsch (Vox) e Harald Vilimsky (Fpö).

L’agenda politica

Durante la conferenza stampa di presentazione del gruppo, i vice-presidenti hanno delineato le priorità della coalizione europea che ricalca i temi cari a Id: una politica rigorosa sull’immigrazione, una critica alle politiche del Green Deal e la difesa della sovranità degli Stati membri, incluso il diritto di veto. Kinga Gál, prima vice-presidente ungherese del gruppo, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è preservare le radici giudaico-cristiane dell’Europa. Lavoreremo per la massima protezione delle frontiere esterne, opponendoci all’immigrazione irregolare e promuovendo un’Europa forte e competitiva“. Tuttavia, si manifestano potenziali divergenze interne sulla questione ucraina. Mentre alcune delegazioni, come Fidesz e Fpö, si oppongono all’invio di aiuti militari, altre, come Vox e Pvv, li sostengono. La Lega mantiene una posizione ambigua al riguardo.

Come reazione a questo aggregarsi delle destre, i partiti europeisti stanno pianificando di mettere in atto un “cordone sanitario” per isolare il nuovo gruppo, escludendoli così dalle posizioni di rilievo nel Parlamento europeo nonostante le molte preferenze ottenute alle elezioni. Questo significa che i Patrioti potrebbero non ottenere incarichi importanti come il vicepresidente del Parlamento europeo, la presidenza e la vice-presidenza delle commissioni, e i relatori per i provvedimenti legislativi, così come era successo con il gruppo Id nella scorsa legislatura.

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