domenica, Agosto 31, 2025

I disastri mancati che hanno portato alla nascita di Tesla

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Come scrive lo stesso Higgins: “Una cosa è creare un social network quando tutto ciò che già esiste è MySpace. O anche usare una piattaforma online per sfruttare le auto e gli appartamenti in eccesso, sfidando le società di taxi o il settore alberghiero. Tutt’altra è prendere di mira alcune delle maggiori aziende al mondo e sfidarle sul loro stesso terreno, con qualcosa che hanno imparato a fare – spesso a prezzo di grandi sofferenze – in oltre un secolo”.

E, qui, tornando alla definizione di “pazzo” usata prima, nessuno riuscirà a mettere mai d’accordo chi dà a questa parola un significato positivo (dal generoso, al coraggioso, al visionario) e chi la traduce nell’accezione di vera e propria follia (Mania di grandezza? Paranoia? Egocentrismo smisurato?). 

Scrive sempre Higgins: “La sua fede nelle auto elettriche era così incrollabile da fargli scommettere sul loro successo l’intero patrimonio, ritrovandosi per questo motivo sull’orlo della bancarotta e bruciandosi nel mentre tre matrimoni, due dei quali con la stessa donna”. Uno così, per voi, è un eroe o un demente?

La lettura del libro servirà, quindi, a sostenere la vostra idea tramite un’enorme quantità di informazioni.

Il punto di partenza

La storia raccontata da Higgins, in realtà, inizia un anno prima dell’entrata di scena di Musk, nel 2003, nella minuscola casa di Los Angeles dove J.B. Straubel, che sarebbe diventato co-fondatore e direttore tecnico di Tesla, aveva raccolto un gruppetto di membri del progetto dell’auto solare dell’università di Stanford. 

Fu a lui e l’ingegnere aerospaziale Harold Rosen (con il quale aveva collaborato allo sviluppo di un gruppo propulsore ibrido-elettrico, un progetto che sarebbe dovuto servire alla creazione di un’auto a impatto quasi zero che naufragò prima di vedere la luce) che venne in mente di rivolgersi a Musk per farsi finanziare. 

Ma non la progettazione di un’auto elettrica, semmai un altro sogno di Rosen: un velivolo d’alta quota, a propulsione ibrida, utilizzabile per creare un accesso wireless a internet. “Di Musk si parlava per il suo coinvolgimento in una startup di nome PayPal, che era stata acquisita da eBay per 1,5 miliardi di dollari. Con questa nuova fortuna aveva lanciato un’azienda aerospaziale. Aveva tutta l’aria di una persona attratta da idee grandiose e impossibili. Poteva essere proprio l’investitore di cui avevano bisogno”.

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