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Un gesto non isolato, ma che segue le orme di un altro sportivo russo, il ventenne ginnasta Ivan Kuliak. A pochi giorni dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, Kuliak si è presentato sul podio di una competizione indossando sulla sua uniforme la Z dipinta sui mezzi corazzati delle truppe di occupazione del Cremlino. “L’ho visto sui nostri militari e ho guardato cosa significa questo simbolo, sta per la vittoria e per la pace. Volevo mostrare la mia posizione”, aveva detto dopo le proteste scatenate dal suo gesto, in una dichiarazione riportata da Reuters.
La giovane età dei due ragazzi, 15 anni per Severyukhin e 20 per Kuliak, rivela un preoccupante spaccato di come i vent’anni di regime del presidente russo Vladimi Putin abbiano influenzato la cultura e le menti del popolo russo, in particolare nelle nuove generazioni. Entrambi infatti, chiamati a giustificare i loro gesti, non hanno nemmeno provato a chiedere scusa. Kuliak ha sostenuto di essere pronto a usare ancora la Z, mentre nel caso di Severyukhin è intervenuta la madre, sostenendo che il figlio volesse solo “mandare cuori alla sua squadra” e che i critici “vedono solo quello che vogliono vedere”, come riportato dal sito russo Sport.ru.
La Federazione internazionale dell’automobile, organizzatrice della competizione, ha annunciato l’apertura di “un’immediata indagine sulla condotta inaccettabile” del pilota russo, rinviando a successive comunicazioni “gli ulteriori passi che saranno presi in questo caso”. Nello stesso tempo, anche l’Automobile club Italia (Aci), ha commentato duramente la vicenda definendola “deplorevole”. “Domani – ha scritto l’Aci su Twitter – si terrà una giunta straordinaria per prendere provvedimenti urgenti riguardo al comportamento deplorevole del pilota russo Artyom Severyukhin”.