venerdì, Agosto 29, 2025

Covid-19, quali sintomi stanno diventando più frequenti?

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Semplice raffreddamento stagionale o Covid-19? L’unico modo per saperlo è fare un test. È sempre stato così, ma nel corso dei mesi (ormai anni) di pandemia – ammettiamolo – in molti hanno perso la buona abitudine, soprattutto in assenza di sintomi che fossero, a discrezione personale, eclatanti. Eppure bisognerebbe proprio farlo. Pare, infatti, che le manifestazioni più frequenti dell’infezione da Sars-Cov-2 stiano cambiando, confondendosi con quelli dei malanni di stagione: perdita di gusto e olfatto ormai sono sintomi poco comuni, e persino la febbre e la tosse persistente perdono terreno rispetto a mal di gola, naso chiuso e starnuti

Questo è quanto emerge dall’indagine di un team di ricercatori del Massachusetts General Hospital, di Harvard e del King’s College di Londra, che, attraverso una app di loro creazione (Zoe Covid Study), hanno raccolto informazioni sulla sintomatologia di milioni di utenti risultati positivi al coronavirus. Nell’ultimo periodo, sostengono, le classifiche delle manifestazioni più frequenti stanno cambiando, anche in relazione allo stato vaccinale. Ci possono essere diverse ragioni, aggiungono, dal maggiore grado di immunità della popolazione che evita nella maggior parte dei casi la malattia grave, al fatto che adesso, con il ritorno a scuola, ad ammalarsi potrebbero essere più i giovani.

Per chi è completamente vaccinato

Stando ai dati raccolti, le persone che si dichiarano completamente vaccinate hanno segnalato in generale meno sintomi e per un periodo di tempo breve, cosa che suggerisce che si siano ripresi in fretta. Le manifestazioni più frequenti sono state in ordine: mal di gola, naso che cola, naso chiuso, tosse persistente e mal di testa. La perdita dell’olfatto (anosmia), la febbre e la mancanza di respiro, che ancora oggi vengono annoverati tra i sintomi più caratteristici di Covid-19 sui siti istituzionali, finiscono rispettivamente al sesto, ottavo e ventinovesimo posto della classifica. 

Per chi ha solo una dose di vaccino

Tra le persone che non hanno completato il ciclo vaccinale, invece, il sintomo di Covid-19 più comune è il mal di testa, seguito da naso che cola, mal di gola e gli starnuti frequenti. La tosse persistente è al quinto posto, unico rappresentante degli originali indicatori di malattia.

Per chi non è vaccinato

Per i non vaccinati la sintomatologia più comune assomiglia di più al profilo “classico” di Covid-19. I top five tra i sintomi sono in ordine mal di testa, mal di gola, naso che cola, febbre e tosse persistente. Al nono posto per frequenza ricompare la perdita di olfatto, mentre la mancanza di respiro rimane alla trentesima posizione. D’altra parte, come già testimoniato da altre ricerche, il virus si è evoluto nel tempo e con esso le sue manifestazioni.

Occhio agli starnuti!

Una nota interessante, secondo i ricercatori, è che i vaccinati e ancor più chi non ha completato il ciclo vaccinale riferiscono più spesso di starnuti frequenti. Un sintomo non grave per il singolo, ma gli starnuti costituiscono uno dei modi di diffusione più efficaci per il coronavirus. Per questo il team di ricercatori suggerisce a chi, pur stando relativamente bene, inizia a starnutire con frequenza di fare un test per rilevare la presenza di Sars-Cov-2 e di indossare la mascherina così da limitare le opportunità di contagio. Soprattutto se vive e lavora con persone vulnerabili.

I limiti dell’indagine

Ci sono ovviamente dei limiti in questa indagine. Innanzitutto non è possibile un controllo ferreo delle informazioni, che sono quelle riferite dagli utenti che scelgono di condividere i loro dati tramite l’app della company. In secondo luogo non è possibile sapere quale variante di Sars-Cov-2 abbia infettato ogni utente, né dunque capire se ci sono differenze sintomatologiche. Al di là dello stato vaccinale, infine, non è possibile sapere quante volte una persona sia entrata effettivamente a contatto con Sars-Cov-2, e pertanto quale sia il suo grado di immunizzazione.

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